Storia Arezzo

"Le storia del pallone ad Arezzo inizia nell'ormai lontano 1917. A Campo di Marte dei ragazzi si erano appassionati al gioco con la palla di cuoio e pensarono di dare creare la S.F.A., Società di Football Aretina, colori bianco e azzurro. Intanto lo stesso succedeva al Prato, dove altri ragazzi fondano la rosso nera Pro Arezzo Esperia , che accenderà i derby cittadini negli anni a venire. La passione per il calcio in città cresce e nel settembre '23 l'Arezzo vede finalmente la luce. Presso il "Caffè del Vapore" un gruppo di giovani amanti del calcio fonda la prima società interamente aretina in città con divise arancioni e calzoncini neri. Durante il Ventennio Fascista la squadra partecipa ai campionati di seconda e terza categoria e subisce persino due volte il cambio del nome. Si riprende dopo la Guerra con la Lega Centro Sud di Serie C nella precarietà della ricostruzione, con impianti devastati, mancanza di strutture e attrezzature. La squadra muove i primi passi e nel maggio 48 festeggia finalmente la partecipazione alla Serie C nazionale sotto la guida dell'ungherese Árpád Hajós. La gestione dell'ungherese genera un periodo felice, con buone prestazioni e un sistema di gioco all'avanguardia. Gravi dissesti economici portano purtroppo la squadra ad una deludente retrocessione in Promozione già nel '53. Ma sono gli anni del Boom Econimico, gli anni dell'entusiasmo, la città deve attendere solo il settembre '58 per ritrovare gli Amaranto fra i professionisti. 
Si parte con la Serie C con 4 gironi nazionali, l'entusiasmo cresce e con l'arrivo in società di Mario Lebole, uno dei più importanti imprenditori del territorio, ci sono anche le risorse necessarie per provare l'assalto alla serie cadetta. L'Arezzo diventa una società per azioni e nel maggio 1966 dopo una cavalcata trionfale, la città può finalmente urlare tutta la sua gioia per la prima promozione di Serie B! L'esperienza fra i cadetti dura solo una stagione. Già nel 68 - 69 arriva, però, la seconda promozione. La squadra è in crescita continua, l'ottimismo in città regna sovrano. Si inaugura uno dei periodi d'oro per la società. Un periodo in cui la Città ospita partite prestigiose, in cui la squadra lotta nelle Coppe e lancia giovani giocatori di sicuro avvenire, con ottimi piazzamenti in B. Sono gli anni del presidente Simeone Golia, di Angelillo allenatore e di Ciccio Graziani! Ma anche questa magnifica pagina di storia finisce e fra i problemi societari arriva la nuova retrocessione nel maggio '75. Nella primavera dell'81 gli Amaranto festeggiano il loro primo trofeo, la Coppa Italia di Serie C in finale contro i rivali rossoverdi della Ternana. Dopo 7 stagioni nel Purgatorio della Serie C alla fine della stagione che vedrà Zoff sollevare la Coppa del Mondo a Madrid, l'Arezzo torna in Serie B inaugurando un decennio ricco di soddisfazioni per il popolo aretino. Arrivano ottimi piazzamenti in B, arrivano risultati prestigiosi, in vetrina giocatori di livello a cui presto si apriranno le porte della categoria regina. Si apre un periodo di benessere per tutta la città ma lo spettro di problemi societari torna a farsi vivo e nella primavera '88 la squadra torna in Serie C. Grande dolore sconvolge tutti gli aretini ma la voglia di calcio è intatta e la città si stringe intorno alla squadra. Nonostante la retrocessione arrivano giocatori di qualità e ottimi tecnici ma la Serie B rimane un miraggio. Nel 92 - 93 l'U.S. Arezzo disputa la sua ultima partita fra i professionisti. 17 aprile è dichiarata ufficialmente fallita. 
La tifoseria reagisce con dolore, ma anche con grande compostezza e senza intemperanze, alla cancellazione del sodalizio amaranto. In città vengono suonate le campane a morto e affissi annunci mortuari. Un lungo calvario ha inizio, la storia dell'Arezzo riprende con "Ciccio" Graziani, che con altri soci fonda l'Associazione Calcio Arezzo e riesce ad iscriverla al Campionato Nazionale Dilettanti. Nel 1995-1996 arriva sulla panchina amaranto il pressoché sconosciuto Serse Cosmi. Il nuovo mister compie un autentico miracolo: a fine stagione l'Arezzo ha stravinto il proprio girone volando in C2, mentre nel 1997-1998 si aggiudica i play-off del girone B e torna in C1. Nel 1999-2000, trascinato dai goal del felsineo Fabio Bazzani, l'Arezzo giunge fino ai play-off per la serie B, mancando la promozione in B dopo la sconfitta con l'Ancona in semifinale. La stagione 2000-2001, mentre Cosmi si è accasato al Perugia, la società, ora in mano a Giovanni Bovini, chiama in panchina l'ex campione del mondo Antonio Cabrini. Al posto di Bazzani (ceduto al Venezia) l'Arezzo si affida alla punta del Liechtenstein Mario Frick. La squadra disputa un campionato di alto livello, terminato con la sconfitta ai play-off (ancora in semifinale, stavolta contro il Livorno). Alla guida della società intanto è arrivato Piero Mancini.

Le stagioni successive si rilevano più avare di buoni risultati, con l'Arezzo salvo ai play-out nel 2001-02 e retrocesso, dopo l'ultimo piazzamento, nel 2002-2003 (retrocessione poi resa ininfluente dal ripescaggio dell'anno successivo).

Prima del ripescaggio il presidente Piero Mancini dichiarava di voler costruire un organico per il pronto ritorno in Serie C1. Fu chiamato in panchina Mario Somma, che si affidò alle prestazioni dell'attaccante Elvis Abbruscato e dal capitano Matteo Serafini. Nonostante la squadra fosse stata concepita per vincere la C2, l'Arezzo vinse il girone A della Serie C1 con tre giornate di anticipo e, dopo sedici anni, tornò in Serie B. A fine stagione l'Arezzo conquista contro il Catanzaro, vincitore del girone B, la Supercoppa di Lega Serie C1 dopo aver vinto per 3-0 l'incontro casalingo e per 1-0 la gara di ritorno in Calabria. Alla prima in B sotto la guida dell'iperoffensivo Marino la squadra si salva per un soffio.

Nella stagione 2005-2006 l'Arezzo, passato sotto la guida di Elio Gustinetti, guadagna rapidamente la matematica salvezza (obiettivo principale), e giunge settimo a fine campionato, ad un passo dall'accesso ai play-off per la Serie A."

 



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