Esiste una sola possibilita' per giocare in dodici

Voglio scrivere questo articolo, con un unico intento, convicervi a venire allo stadio sabato prossima; vediamo se ci riesco.

Intanto tengo a precisare che il mio desiderio è quello di riempire lo stadio di persone a cui non interessa fare vetrina (campagna elettorale in corso... vi ricorda qualcosa?), l'Arezzo attuale merita un Città di Arezzo che si faccia sentire, ha bisogno di una curva che accompagni gli amaranto nei novanta e passa minuti.

Questo Arezzo battagliero, cresciuto ad immagine e somiglianza di Ezio Capuano, è alimentato da un combustibile che solo la Minghelli riesce a produrre, ed allora il motore degli amaranto riesce a girare a pieno regime, riescono le sgassate, le accelerazioni, i cambi di marcia.

Come ho scritto nel titolo, esiste un solo modo lecito, previsto dai regolamenti, per poter giocare le partite in superiorità numerica; ed il dodicesimo uomo in campo è di quelli sempre in forma, un difensore eccezionale, un centrocampista di fantasia, un bomber di razza, a seconda delle situazioni in campo.

Ad Arezzo c'è una curva che ha pochi rivali a livello numerico nel Girone A, non è seconda a nessuno a livello di goliardia, di coreografie, di tifo, di calore, la conformazione della Minghelli crea un "effetto muro", quando è piena è impressionante vedere quella porzione di stadio, l'effetto sulle squadre avversarie, poco avvezze a giocare in queste situazioni puo' essere, a livello emotivo, un freccia in piu' nell'arco amaranto.

Due settimane fa ho parlato con alcuni giocatori del Real Vicenza, squadra di alta classifica ma con una media spettatori forse la peggiore dell'intera Lega Pro. Ebbene, l'entrata in campo è stata per loro una sorpresa, non erano intimoriti, certamente, ma, parole loro, sentivano la pressione, e l'emozione era un misto di ammirazione e tensione emotiva.

Sabato scende al Città di Arezzo il Como, una delle squadre migliori del girone, certamente quella con un organico secondo, forse, al solo Novara, un arsenale offensivo da paura con bomber Le Noci, Ganz (figlio d'arte), Defendi ed il brasiliano De Sousa.

L'Arezzo sarà chiamato, quasi sicuramente, a fronteggiare questa forza d'urto, e controbattere colpo su colpo, giocando alla pari contro il più quotato avversario, ma senza timori, perchè l'Arezzo di Ezio Capuano ha rispetto per tutti ma paura di nessuno ed in queste quindici giornate non c'è stato mai un momento in cui è venuto meno questo credo filosofico del Mister.

Ma le difficoltà ci saranno sicuramente, ed allora Capuano ed i suoi ragazzi avranno bisogno di una variazione tattica importantissima; la spinta a tutto campo della Curva Minghelli, quella che riesce a cambiare il corso delle partite, che ridà tono muscolare alle gambe affaticate dei giocatori, che ne risolleva il morale.

Beh, forse non sarò stato abbastanza convincente, forse quello che ho scritto ai ragazzi della curva sembreranno cose ovvie per loro usuali; la fede amaranto non viene scalfita dalle categorie, dai risultati negativi, dalla crisi societarie, ma viene alimentata, rinasce, si esalta e viene fuori in tutta la sua fierezza quando c'è una squadra come l'Arezzo che tra mille difficoltà si sta facendo onore attraverso i risultati, ma soprattutto, attraverso un attaccamento alla maglia che la Sud ha recepito.

Le corse di Eziolino Capuano, il saluto della squadra al termine della partita non sono teatrini o spot pubblicitari, sono solo lo spontaneo connubio che si è venuto a creare tra la Capuano's Band ed il popolo amaranto.

Ecco perchè venire sabato al Comunale... diciamo che sopra le tremila presenze vedrò premiate le mie parole, sostenere l'Arezzo è la cosa più bella per chi ama i colori amaranto... per tutto il resto c'è il Corso Italia...

 

Riccardo Bonelli

 





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