Conosciamo meglio Raffaele Esposito

Abbiamo incontrato l’allenatore in seconda dell’Arezzo Calcio Raffaele Esposito. Arrivato a campionato in corso Esposito è riuscito fin da subito ad ambientarsi con il resto del gruppo e con la città.

Buongiorno Raffaele iniziamo subito parlando del tuo passato, della tua carriera da calciatore e di quando hai deciso di intraprendere la carriera da allenatore.
“Ho cominciato a giocare a calcio da piccolo e come tutti i bambini di Napoli mi divertivo a tirare i calci al pallone per le strade sotto casa fino a quando i miei genitori mi iscrissero alla Scuola Calcio del Napoli, ma purtroppo non potendo arrivare sempre a Fuorigrotta fui costretto a cambiare ed andare a giocare nella Scuola Calcio del Pomigliano, luogo in cui abito. All’età di 13 anni mi prese il Padova, dove ai tempi c’era Carlo Sabatini (fratello di Walter Sabatini della Roma). Nella città veneta feci tutte le giovanili compresa la primavera fino ad arrivare alla prima squadra, poi venni acquistato dal Catania dove sono esploso come giocatore, raggiungemmo anche la promozione in Serie C1, per me quello fu un anno indimenticabile. Finita la mia avventura a Catania tornai a Padova, successivamente andai alla Juve Stabia, a Martina, poi a Trapani, fino a quando arrivai all’età di 30 anni e decisi di smettere di giocare per intraprendere la carriera da allenatore.”

Conoscevi già Mister Capuano? Se si dove lo hai conosciuto e quando?
“Il Mister l’ho conosciuto quando facevo il giocatore, lo incontrai da avversario, io ero a Catania e lui alla Cavese poi la stagione dopo mi chiamò in squadra con lui a Trapani e da li mi portò sempre dietro anche negli anni successivi.”

Come ti sta sembrando Arezzo? che rapporto hai creato con lo staff ?
“Mi trovo benissimo ad Arezzo e mi reputo molto fortunato, come prima esperienza non potevo chiedere di più, sono arrivato subito dopo la prima partita contro la Torres e i ragazzi sono stati straordinari nel farmi sentire subito a mio agio. Davanti a me ho un maestro come Capuano che in questa categoria è sprecato e non lo dico perché sono il suo secondo, basta parlare con tutti i calciatori che ha allenato, nel calcio ci vuole anche una buona dose di fortuna, magari ne avesse avuta un po’ di più avrebbe potuto toccare la massima serie italiana.”

Quando hai ricevuto la proposta dell’Arezzo cosa hai pensato? Ti ha chiamato direttamente Capuano?
“Si mi chiamò il Mister dicendomi che aveva bisogno subito di un secondo e sinceramente io non me lo sono fatto ripetere due volte, sapevo che sarei andato in una bellissima piazza come Arezzo.”

Qual è la cosa che ti ha colpito di più di Arezzo?
“Sinceramente credevo che solo al sud il calcio fosse vissuto quotidianamente dai tifosi, mi sbagliavo, qui ad Arezzo sono rimasto stupito proprio da questo, ogni giorno abbiamo persone a guardare i nostri allenamenti, il giorno della partita la Sud ci incita per 90 minuti, è davvero emozionante, tutti insieme riusciremo a salvarci.

Il tuo piatto “aretino preferito?
“Mi hanno portato a mangiare i grifi una volta e mi sono piaciuti molto.”

Piatto “napoletano” invece?
“Farei prima a dirvi quelli che non mi piacciono (ride), scherzi a parte io sono un napoletano un po’ atipico dato che non mi piace la pastiera, per il resto le lasagne e la pizza sono dei piatti che mangerei sempre.”

Dove può arrivare questo Arezzo? quanto può essere d'aiuto la sosta natalizia?
“La sosta sarà molto importante, lavoreremo molto sulla condizione dei nostri calciatori con un programma ben studiato, poi a gennaio ci muoveremo per rinforzare la rosa. Il nostro obiettivo è la salvezza. I 16 punti che abbiamo sono frutto di un gran gruppo, continuiamo così, la partita con il Venezia è stata decisa da episodi e dai loro attaccanti di qualità..”

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
“In questo momento è salvarmi con l’Arezzo, in futuro mi piacerebbe allenare la squadra che tifo, il Napoli”

Chiudo facendoti l’augurio ed un grosso in bocca al lupo per il prosieguo della stagione.
“Crepi il lupo e ricambio l’augurio, forza Arezzo”

Marco Frascogna





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