Non c'è un medico che sappia guarire il calcio italiano dai suoi profondi mali " />

MA CHE CALCIO E' MAI QUESTO??

MA CHE CALCIO E' MAI QUESTO??

Non c'è un medico che sappia guarire il calcio italiano dai suoi profondi mali

Tutto è venuto alla luce e finalmente abbiamo avuto la certezza che il calcio è incapace di autoregolamentarsi, di scegliere una guida e avere unità di intenti

Chi immaginava che il fondo fosse stato toccato il 13 novembre, con l'esclusione della Nazionale dai Mondiali, si sbagliava.

Il calcio italiano è nel caos! Mentre la Serie A si gode i colpi di mercato, gongola per Cristiano Ronaldo , Serie B e Serie C sono nel bel mezzo di una bufera, senza calendari, senza gironi, senza una data di partenza, strette nella morsa di ricorsi, appelli, tribunali e ripescaggi

Il calcio italiano è sempre più nel caos. La lotta intestina nei palazzi del potere mette seriamente a rischio la stagione 2018/2019.

Sul banco degli imputati una gestione poco chiara del giocattolo calcio, troppo spesso utilizzato a proprio piacimento, con i colletti bianchi interessati più ai voti e alle poltrone, che a rendere il prodotto bello e competitivo.

La legge è uguale per tutti? Non proprio. Esistono all'interno dei palazzi manovre, lodi e scorciatoie, che mettono di fatto un grosso punto interrogativo sulle regolarità dei campionati.
Troppe contraddizioni e troppe incertezze hanno ridotto il gioco più bello del mondo a scontrarsi più nei tribunali che sui campi di calcio

la Lega ha violato una tal quantità di regole che ricordarle tutte è quasi impossibile. Tra le principali violazioni, ad esempio, il cambio format deciso senza l'approvazione del Consiglio federale. La delibera va presentata e votata almeno due stagioni sportive prima, indicando specificamente il numero di retrocesse e di promosse.

Lo scontro esploso coinvolge ormai tutte le componenti, dal Coni fino le tre leghe esclusa quella di Serie A e raggiunge ormai livelli mai raggiunti in passato.

Il Consiglio direttivo della Lega Pro riunito oggi ha deciso di posticipare l'inizio del campionato di Serie C alla prima domenica di settembre, ma nella riunione odierna ha anche deciso di indire un'assemblea per mercoledì 22 agosto a Roma per decidere "se sospendere o meno il campionato in assenza di certezze economico-finanziarie e per la precarietà della governance del calcio italiano".

E naturalmente non poteva mancare la presa di posizione dell’Associazione calciatori tramite i suoi vertici, Tommasi e Calcagno, il gatto e la volpe.

Sempre pronti ad entrare in guerra contro tutto e contro tutti attraverso l’unico strumento che conoscono… lo sciopero.
Uno sciopero che servirebbe a cosa?

I giocatori han firmato contratti, più o meno profumati, le società come si comporterebbero? Come una normale Ditta, defalcando le giornate non lavorate? Possibile, giusto, logico, ma non nel calcio, non dovendo combattere contro una Associazione che ancora non si sa da che parte sia schierata.

Riccardo Bonelli





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