COSI’ NON SI VA LONTANO, NE IN CAMPO, NE FUORI…..FUORI LE PALLE E I SOLDI!!

COSI’ NON SI VA LONTANO, NE IN CAMPO, NE FUORI…..FUORI LE PALLE E I SOLDI!!

 

Un punto in quattro partite, sfortuna, rimpalli, pali, menti dei giocatori poco libere, mercato di gennaio paragonabile a quello di Sant’Agostino.

 

Metteteci tutti le scuse possibili e immaginabili, ma di questo passo, se va bene, si retrocede…. Se va bene, ripeto.

 

Adesso è l’ora di dire basta ognuno al suo posto ed ognuno a prendersi le proprie responsabilità, senza altre scuse ulteriori, senza tentennamenti ma con chiarezza.

 

Chiarezza da parte del Presidente, chiarezza da parte dell’allenatore che, è vero, convive con una situazione in cui lui è il parafulmine, ma che deve assolutamente mettere in campo una squadra magari diversa come mentalità, assetto tattico e uomini rispetto all’indecente primo tempo visto contro l’Alessandria

 

E chiarezza anche da parte dei giocatori, che non possono, ad ogni scadenza che Dio mette in terra cominciare con i mugugni, perché su di loro è riposta la fiducia dei tifosi  affinchè si riesca a salvare  una stagione nata disgraziata e proseguita peggio.

 

Adesso veramente bisogna smettere di giocare e fare i seri, perché il calcio è sì un gioco, ma è anche un affar serio, per chi ci crede, altrimenti nessuno è indispensabile e i salvatori della patria sono oramai in disuso.

 

Oggi ci vuole programmazione, potenzialità economiche e un credo assoluto su quello che si sta facendo.

 

Il primo tempo visto contro l’Alessandria ci racconta di un Arezzo in balia dei piemontesi, forti quanto vi pare, ma troppo vicini al Real Madrid per essere tutto merito loro

 

Una formazione, mi permette, mister Pavanel, sconclusionata, giocatori smarriti tatticamente, con maglie larghissime in una difesa che contro il potenziale offensivo dei grigi, doveva essere tutt’altro.

 

Un giocatore che dopo dieci minuti comincia ad avere problemi fisici, e parliamo di Ferrario, uno che oramai è molto noto ad Arezzo per i suoi infortuni, rispetto ai minuti in cui lo abbiamo visto in campo.

 

Trentacinque minuti, prima che Mister Pavanel decidesse di toglierlo.

 

E poi l’equivoco tattico di Yebli, apparso spaesato, vagava per il campo errabondo, poco produttivo e tanto impreciso; ed anche per lui lo stare in campo per ben quarantacinque minuti è apparso un controsenso.

 

Detto fatto, con pochi aggiustamenti tattici e di uomini, l’Arezzo, nella ripresa ha giocato alla pari con l’Alessandria, ha sfiorato ripetutamente il pareggio prima di essere trafitto nel finale da un contropiede inevitabile con gli amaranto a trazione offensiva.

 

Un Arezzo dai due volti, una cosa che non ci possiamo permettere. Concedere un tempo agli avversari è segno di debolezza e poca personalità…

 

Voltiamo pagina, guardiamo avanti, ci vuole tanto ottimismo e tanta fiducia per farlo, ma altrimenti, non ci resta che piangere…..

 

 

Riccardo Bonelli

 





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