QUI CI VUOLE SIGMUND FREUD !!

CI VORREBBE SIGMUND FREUD!!

 

Niente da fare …l’Arezzo dottor Jeckill-mister Hyde è tornato puntuale al Comunale.


Non è bastato un  ottimo Arezzo per trentacinque minuti, un buon Arezzo per quarantacinque minuti per avere la meglio di una Pro Piacenza alquanto modesta e che nel primo tempo ha sofferto tremendamente le folate offensive amaranto e solo una prestazione da superman del portiere Gori ha permesso ai lombardi di scendere negli spogliatoi con un sol gol al passivo.


Un primo tempo in cui l’Arezzo sbaglia un rigore con Moscardelli (palla sul alo interno che non entra e portiere da tutt’altra parte), si porta in vantaggio con lo stesso Capitano, per nulla abbattuto dal penalty fallito, crea occasioni a ripetizione, a volte con momenti di vero e proprio arrembaggio con la squadra di Mister Pea sul punto di crollare.


Il giudizio del primo tempo appare nettamente positivo per mole di gioco, intensità e azione manovrata, ed il risultato appare bugiardo in termini di punteggio a favore del cavallino.


Poi, nella ripresa, come accade colpevolmente ormai troppo spesso, l’Arezzo in pratica non scende in campo; squadra moscia, la Pro Piacenza, pur non facendo niente di trascendentale, avanza il baricentro di una ventina di metri, pur con scarsi risultati a livello offensivo, se non fosse per Belfasti che trova la “sassata vincente” al minuto 70.


Poi la partita si trascina stancamente verso la fine con gli amaranto a corto di energie, a corto di idee , concludendo la partita con il solito rammarico di non aver vinto una partita già vinta, con il solito corto circuito che si innesca nell’intervallo.


Questione fisica? Sarebbe una  analisi riduttiva; ci sono anche problemi di personalità di intensità, di cattiva gestione di situazioni favorevoli, quel brutto vizio di non saper gestire il vantaggio….. insomma ci sarebbe lavoro per Sigmund Freud.


Una cosa è certa, anzi due; la squadra di mister Pavanel ha dimostrato di avere grandi potenzialità, di saper giocare un buon calcio e che la buona sorte non alberga al Città di Arezzo, dove per fare un gol l’Arezzo deve creare occasioni in quantità industriale mentre agli avversari, basta una mezza occasione, un tiro in porta per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.


Non è una scusante, certo, ma capperi!!!

 

Riccardo Bonelli





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