AREZZO, UN PUNTO E TANTI APPLAUSI

AREZZO, UN PUNTO E TANTI APPLAUSI

 

Arezzo-Viterbese inizia tra gli applausi dello stadio per gli amaranto e finisce con i giocatori amaranto che escono tra gli applausi per una partita carica di significati e che ha dato la certezza che squadra e città sono uniti per l’obiettivo  di dare un messaggio chiaro per le sorti della società

 

E’ finita con un pareggio giusto, dopo una partita bella, tra due squadre che si sono date battaglia per novantasette minuti anche se sia l’Arezzo che la Viterbese hanno di che rammaricarsi.

 

Gli amaranto erano andati in vantaggio con Moscardelli, il pari laziale, ancorchè meritato, è giunto su un rigore dubbio, anche se nel finale due colossali occasioni per i gialloblu hanno certificato l’autenticità di questo pareggio.

 

Una partita giocata a viso aperto, con una prima mezz’ora equilibrato e dieci minuti, quelli intercorsi dal gol di Moscardelli alla fine del primo tempo che avevano visto l’Arezzo fallire almeno due grosse occasioni per raddoppiare (per la Viterbese un palo clamoroso colpito dall’ex Bismark)

 

La ripresa ricalca pari pari l’andamento del primo tempo, con la differenza sostanziale che l’Arezzo cala visibilmente dal lato fisico, con Cutolo e Moscardelli che non riuscivano a tenere alta la squadra e mettere a frutto le ripartenze amaranto. Gli infortuni di Cenetti e Luciani hanno fatto il resto anche se, ad onor del vero Talarico e Yebli sono stati degni sostituti.

 

La Viterbese di Federico Nofri sale di intensità costringendo gli amaranto ad abbassare il baricentro, ma solo un rigore le permette di raggiungere il risultato di parità, mentre i minuti finali potrebbero confezionare la beffa in casa amaranto ma gli avanti laziali sbagliano clamorosamente due palle gol.

 

Una prestazione, quella amaranto che fa ben sperare per il prosieguo della stazione a livello tattico, mentre getta ombre sulla situazione fisica e, di conseguenza sulla preparazione estiva.

 

In sala stampa, Andrea Riccioli smentisce e critica tutte le voci infondate su presunte cordate e fantomatici acquirenti, mettendo tutti in guardia che la scadenza del 16 dicembre è più vicina di quanto possa sembrare e che i tempi stringono.

 

Detta in parole povere, Ferretti non ha nessuna intenzione di onorare la scadenza di dicembre e quel giorno, se non ci saranno novità, potrebbe essere un giorno nero per l’Arezzo.

 

La squadra c’è, i tifosi si sono stretti attorno a giocatori e tecnico, adesso non rimane che aspettare che  il circo tolga le tende e la serietà torni a regnare in casa amaranto.

 

 

Riccardo Bonelli





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