AREZZO SCONFITTA CHE BRUCIA, UN PRIMO TEMPO DA FAVOLA, UN SECONDO DA INCUBO

Una partita difficile da commentare, una sconfitta che brucia, e riappaiono vecchi fantasmi.
Incredibile la metamorfosi di una squadra, l’Arezzo, che per trentacinque minuti si fa ammirare, gioca un calcio bello da vedere, strappa applausi a scena aperta, creando una mezza dozzina di occasioni nitide, purtroppo non concretizzate e rischiando, se pur seriamente in una sola occasione.


Tale e tanta era la supremazia amaranto che in un paio di occasioni l’offensiva si tramutava in arrembaggio, tale e tanta da costringere una se pur bella Olbia a cercare di arginare la squadra amaranto anche con piccole perdite di tempo, tali da costringere l’arbitro ad ammonire il portiere Aresti dopo solo trenta minuti per perdita di tempo….. quasi un record.


Lo  zero a zero accompagna l’Arezzo negli spogliatoi ma lo accompagna anche l’applauso convinto di uno stadio che si stava divertendo e che non poteva che essere fiducioso per il secondo tempo.


Gli amaranto rientrano in campo sgonfi, afflosciati, lo si vede fin dalle prime battute della ripresa. Una metamorfosi incredibile ed inspiegabile che porta l’Olbia ad alzare il baricentro della squadra, proporre un possesso palla imbarazzante nelle percentuali altissime, ed il gol, se pur occasionale, sembra la logica conseguenza di una squadra apparsa priva di idee, energie, e demotivata.


Dare una spiegazione a questa incredibile metamorfosi non è facile, non regge la tesi del caldo, regge parzialmente l’aver giocato partite ravvicinate, ma la differenza tra i due tempi è tanta e tale che Mister Pavanel dovrà approfondire con dovizia ed attenzione i motivi apparsi poco chiari e poco chiarificatori.


Due squadre viste in campo, sinteticamente potremmo dire che nel primo tempo giocava la squadra di Pavanel, mentre nel secondo è entrata in campo la squadra vista all’opera con Bellucci.


Ripartire da tutto quello di buono che ci ha raccontato questa partita, cancellare l’obbrobrio proposto nella ripresa e guardare avanti con fiducia; alla lunga il lavoro paga e quello che sta facendo il tecnico darà i suoi frutti in maniera duratura con il tempo.

Quello necessaria a Mister Pavanel per prendere possesso anche della testa dei giocatori.


Ma quei quindici minuti tra il primo ed il secondo tempo, forse racchiudono qualche risposta…..forse.

 

Riccardo Bonelli

 





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