AREZZO CORSARO, TRE PUNTI D'ORO PER GLI AMARANTO DI MISTER PAVANEL

TRE PUNTI D’ORO, MERITATI, L’AREZZO CAMBIA VOLTO, IL VOLTO DI DI NARDO GOLEADOR

 

Si gioca a Vercelli una partita che l’anno scorso valeva le prime posizioni, ben altri scenari, ben altre ambizioni.

 

L’Alessandria frana paurosamente, zero vittorie, tre punti in classifica.

 

Eppure era una partita temuta in casa amaranto; se Sparta piange, Atene non ride, l’Arezzo veniva da un periodo da incubo cambio dell’allenatore e sconfitta all’esordio di Mister Pavanel.

 

Il tecnico dopo la partita con la Lucchese appariva deluso, ma con alcuni concetti chiari, niente alibi per nessuno, niente rivoluzioni ma cambiamenti sostanziali di uomini, moduli ma soprattutto di atteggiamenti in campo.

 

Contro l’Alessandria l’Arezzo si schiera con il 3-5-2, ma i moduli lasciano il tempo che trovano se gli attori decidono di fare scena muta lasciando il solo Moscardelli, solista di talento a cantare e portare la croce, anche quella della passione come quando, dopo le sconfitte, va a presentarsi al cospetto della curva, gli altri a testa bassa, lui, il Capitano, testa alta a guardare tutti negli occhi.

 

Chi doveva capire, evidentemente, ha capito, e sul sintetico di Vercelli si è visto un Arezzo diverso, tatticamente ordinato, orgogliosamente amaranto, combattivo al punto giusto, con una concentrazione mai vista in questa stagione, a parte qualche sbavatura ad inizio partita figlia delle scorie del passato.

 

Una vittoria strameritata, bellissimo il gol di Di Nardo con un tocco sull’uscita del portiere, geniale il passaggio di Yebli… tutto molto bello avrebbe detto Bruno Pizzul.

 

Ma a certificare l’autenticità della vittoria amaranto ci stanno le due giocate di classe di Moscardelli che ha sfiorato il gol, che avrebbe ampiamente meritato, con sue conclusioni che si sono spente a qualche centimetro dal palo con Agazzi fermo e terrorizzato.

 

E, a scanso di equivoci, l’Alessandria, se pur in crisi, con la rosa che ha, era una avversaria da temere e rispettare. Ecco dove è stato il merito di mister Pavanel e del suo Arezzo, rispettare la formazione grigia, e temerla il giusto, quel tanto per restare sulle corde per tutti i 95 minuti, senza perdere la testa, quella testa che, purtroppo, ha perso Luciani che si è guadagnato il rosso diretto per un intervento inutile a centrocampo al minuto novantaquattro, unica nota negativa di una giornata che di positivo ci ha mostrato tanto.

 

Questa è la strada giusta, l’abbiamo appena imboccata, adesso serve continuità, serve di sapere se da adesso in poi suonerà un’altra  musica, ci vuole la riprova e, meglio non poteva essere che ritornare in campo mercoledì sera al Città di Arezzo contro il Pontedera perché il ferro va battuto quando è ancora caldo, per soffiare sul fuoco dell’entusiasmo che va ricreato, ricostruito, alimentato.

 

Noi siamo l’Arezzo, quelli del campo, il resto è solo roba che viene e che va, che arriva e che riparte, di tutto possiamo farcene una ragione al contrario delle sconfitte.

 

Riccardo Bonelli





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