SIAMO PARTITI A FARI SPENTI, MA ALLA PRIMA CURVA SIAMO FINITI FUORI STRADA . L’AREZZO STECCA LA PRIMA, ARZACHENA CORSARO AL COMUNALE..

 

 

E’ finita come meno ti saresti aspettato, con i giocatori sardi  a far festa e gli amaranto a testa china.


Una sconfitta che fa male, una sconfitta meritata, nonostante Mister Bellucci abbia cercato di arrampicarsi sugli specchi con giustificazioni plausibili, prima fra tutte le fantomatiche dieci/undici palle gol avute dall’Arezzo, quasi ci fosse stata una sola squadra in campo.


Poco plausibile anche il tentativo di difendere tutti indistintamente, quando, invece, un distinguo da parte dell’allenatore avrebbe dovuto esserci tra quelli che hanno dato il duecento per cento, come vorrebbe lui e quelli , invece che hanno preso il campo come luogo di bivacco.


Per fortuna ci ha pensato il Direttore Sportivo Gemmi, presentatosi in sala stampa al posto dei giocatori, a riportare il tutto sulla realtà.

Partita giocata male, rendimento sottotono schemi e gioco da rivedere… non proprio la stessa visione del gioco, ma sicuramente quella che si è avvicinata più alla realtà di quello che abbiamo visto in campo.


E’ bastata un Arzachena di volenterosi e vogliosi giocatori, un allenatore che li ha fatti giocare nel modo più semplice di questo mondo, corsa, passaggi facili e profondità per mettere in crisi e far crollare un Arezzo dal gioco macchinoso, con i centrali difensivi (Cenetti e De Feudis) e quello offensivo (Grossi) che hanno fatto acqua da tutte le parti mettendo in ambasce l’intera squadra.
Ma limitarsi a puntare l’indice su questi tre giocatori sarebbe riduttivo, o forse sarebbe stato meglio, individuato il problema la soluzione sarebbe stata più facile


Ed invece, a dispetto delle teorie ottimistiche di Mister Bellucci, c’è tanto da lavorare, ci sono situazioni tattiche da rivedere.


Questa sconfitta non è figlia del caso. Il precampionato si chiama tale perché è una preparazione al campionato (chiaro no?)  e sicuramente è un periodo calcistico, di ogni squadra di calcio per preparare al meglio la stagione; non solo preparandosi atleticamente, ma attraverso amichevoli mirate e con squadre probanti per testare le effettive potenzialità dei giocatori a disposizione.

Evidentemente questo pensiero è fuori portata delle esigenze dello staff amaranto.


Ed allora rimbocchiamoci le maniche, sperando che Gemmi, al contrario di quanto asserito, utilizzi i giorni che ci separano dalla chiusura del mercato per cercare di capire chi, nella rosa, non può fare parte del progetto amaranto ed eventuali giocatori che, invece, potrebbero esserne utili tra quelli che sono senza squadra .


Certo è che dopo le traversie estive, non sentivamo certo il bisogno di un inizio così in salita, siamo partiti con il piede sbagliato, il tempo per rimediare ce n’è in abbondanza, ma senza abbassare la guardia, senza fare grandi dichiarazioni di tranquillità, perché al signor Tranquillo tutti sanno quello che successe…..

 

Riccardo Bonelli





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