L’AREZZO SBANDA IN CURVA (MINGHELLI) ED ESCE SUBITO DI SCENA.

L’AREZZO SBANDA IN CURVA (MINGHELLI) ED ESCE SUBITO DI SCENA.

 

Partiamo da un dato di fatto…Uscire al primo turno di Coppa Italia Professionisti in casa, contro i volenterosi giocatori di una Triestina ripescata in C ma ancora con una intelaiatura di serie D non è un bel biglietto da visita per Mister Bellucci ed il suo Arezzo.


Con tutte le attenuanti del caso, per carità, nessuna croce da gettare addosso a nessuno, e basta che le attenuanti non siano il caldo afoso di un tardo pomeriggio aretino, la preparazione incompleta, i carichi di lavoro…. Problematiche certamente valide ma non scuse da accampare perché la nostra dirimpettaia alabardata avrebbe potuto, in caso di sconfitta mettere sul piatto della bilancia le stesse scuse.


Mister Bellucci sta lavorando con grande entusiasmo e sembra avere le idee chiare su quello che vuole dai suoi uomini in campo a livello tattico e sul grado d’impegno e dedizione che il Mister ha quantificato nel duecento per cento, cercando di trasferire agli amaranto il suo ardore agonistico di quando giocava.


Ieri pomeriggio, dalla Curva Minghelli, unico settore aperto di un Città di Arezzo chiuso per inettitudine, burocrazia su documentazioni firmate Ponzio Pilato, blindato un centinaio di addetti alle forze dell’ordine, manco fossimo a Saione, l’Arezzo è andato sotto dopo pochi minuti, grazie ad uno svarione difensivo che ha consentito a Mensah di involarsi solo soletto e battere comodamente Borra.


Gli amaranto hanno cercato di manovrare in fase offensiva attraverso scambi in velocità, palla sempre bassa, triangolazioni per liberare al tiro, mandare in profondità gli attaccanti o, in alternativa aprire il gioco sulle fasce per aprire le maglie della difesa Triestina che, dopo il gol si erano strette ulteriormente.


Ha fatto questo per tutta la partita e purtroppo, la mancanza di velocità di gambe e di testa, la scarsa condizione atletica rendevano questo tipo di gioco poco produttivo, stante l’imprecisione costante, la scarsa vena di Grossi, dato che sui suoi piedi passavano quasi tutti i palloni da rendere giocabili per i compagni.


Tutto questo per dire che l’Arezzo ha prodotto, in pratica, due o tre tiri in porta in novanta minuti…. Troppo poco per poter pensare di raddrizzare una partita che si faceva minuto dopo minuto sempre più complicata.


Fattore da considerarsi estremamente positivo quello della squadra che con testardaggine, applicazione quasi maniacale cercava di realizzare sul campo le strategie di gioco di Bellucci e da questo punto di vista i ragazzi sono stati encomiabili


Poi c’è il rovescio della medaglia, il fattore negativo di questa situazione


Arezzo Triestina non era una amichevole in cui si provano schemi, si testa la condizione della squadra.


Arezzo Triestina era una partita ufficiale di Tim Cup Professionisti, una partita in cui contava solo il risultato, contava solo passare il turno, contava solo onorare un pronostico che ci dava nettamente favoriti.


Ecco perché in questo caso la squadra non mi è piaciuta… per lo stesso motivo per cui mi è piaciuta; ha continuato nel suo gioco che non dava frutti, ed in partite in cui vale la vittoria, qualcosa doveva cambiare nella mentalità della squadra e del Mister.


Bisognava cercare qualche alternativa, qualche alchimia tattica, qualche soluzione che ci portasse al tiro con una frequenza nettamente maggiore dei tre tiri in porta in novanta minuti.
E questo l’Arezzo no è riuscito a farlo.


Mister Bellucci, in sala stampa ha detto che era più facile per la Triestina, specialmente dopo il gol, giocare con lanci lunghi per due punte veloci che fare gioco attraverso una azione manovrata come voleva fare l’Arezzo.


Vorrei fare presente a Bellucci che questa è una situazione tattica vista e rivista al Comunale con squadre che si presentavano al cospetto degli amaranto con questa tipologia di gioco….quasi tutte, a memoria tre o quattro squadre sono venute ad Arezzo a giocarsela a viso aperto.


Per cui, il consiglio è quello di avere una propria identità come quella che sta dando al suo Arezzo, ma non disdegni soluzioni tattiche diverse… ne avremo bisogno.


Archiviamo questa prima delusione ed andiamo avanti.


Quest’anno i grattacapi non mancano, le caselle “imprevisti” sono continuamente dietro l’angolo ed il coro “fuori le palle” sembra essere arrivato molto prima del previsto.


Ma c’è aria nuova, ci è stato riconsegnato un Presidente Mauro determinato, risoluto, che ha messo a nudo le difficoltà a cui andremo incontro a livello economico ma che nessuno ha contestato, prendendo atto della sua sincerità, del suo comunicare a tutti speranze, preoccupazioni, obiettivi, senza false illusioni, false promesse (dai quella della serie B glie la facciamo passare per buona Presidente Mauro) cecando di fare quadrato attorno a lui, perché solo con l’unità di intenti potremo superare ostacoli che, altrimenti, sarebbero insormontabili.


E poi, sia mai che……..

 


Riccardo Bonelli





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