Difficile commentare una partita giocata su di un campo indecente, stretto, corto e probabilmente invaso, nella notte, dai cinghiali.

Difficile commentare una partita giocata su di un campo indecente, stretto, corto e probabilmente invaso, nella notte, dai cinghiali.

 

Effettuare una pur semplice giocata era impossibile, il pallone saltava, le zolle si alzavano, giocare in fascia e trovarsi di colpo in area era un tutt’uno.

 

Difficile riuscire a calibrare i passaggi, unica giocata possibile era il lancio, tassativamente alto.

 

In queste condizioni una squadra tecnica come l’Arezzo ha trovato difficoltà quasi insormontabili in un primo tempo in cui i giocatori della Racing, abituati a quello che chiamare terreno di gioco è esercizio di pura fantasia, si trovavano a proprio agio.

 

Mettiamoci poi che i ritmi alti imposto dalla squadra di Giannichedda stavano mettendo in seria difficoltà giocatori come Grossi, sempre anticipato, sempre secondo nell’arrivare sulla palla, praticamente inutile fino al momento della sua sostituzione con l’Arezzo sotto di un gol segnato al minuto ventisei da Sousa, lasciato colpevolmente solo in area a seguito di un cross partito dalla trequarti…..

 

Arezzo che con Polidori in campo ritrova il suo assetto abituale e più congeniale e, non è un caso che arrivi al pareggio dopo otto minuti con l’immenso Moscardelli, il migliore in campo per distacco, che con una gran giocata si piomba sul pallone messo in area da Sabatino anticipando il difensore e beffando il portiere con una gran girata sottomisura.

 

Nella ripresa, le condizioni del campo, se possibile, peggiorano ulteriormente con l’arrivo della pioggia.

 

La Racing Roma cala paurosamente nei ritmi di gioco non riuscendo quasi mai ad impensierire la difesa amaranto; l’Arezzo alza il baricentro del gioco e staziona con continuità nella metà campo laziale, senza però quasi mai rendersi pericoloso; una supremazia territoriale mal sfruttata dagli amaranto complice anche l’assoluto mancato apporto di Yamga prima e Bearzotti poi, che non hanno dato mai sostegno all’offensiva amaranto.

 

Un punto che muove la classifica, ferma l’emorragia delle due sconfitte consecutive e utile per guardare con meno apprensione e più fiducia alla prossima sfida importantissima, il derby casalingo contro il Livorno che servirà a capire se l’Arezzo avrà smaltito il periodo difficile delle ultime tre settimane.

 

A parte il gol subito, la difesa è apparsa solida e compatta, Muscat, se pur poco utile nella fase di spinta (ma il campo non lo permetteva a rischio di intasare gli spazi) si è disimpegnato bene.

 

Buona la partita dalla parte opposta di Sabatino, dopo le opache prestazioni dell’ultimo mese, btavo in copertura, molto bene nella fase di spinta e preciso nei cross.

 

A centrocampo dove occorreva tanta fisicità, bene Cenetti, benissimo Corradi mentre Foglia, il più dotato tecnicamente ha dovuto pagare dazio.

 

Detto degli impalpabili Grossi, Yamga e Bearzotti, bene Polidori che con la sua entrata in campo ha fatto da spalla ad un Moscardelli incontenibile, il migliore in campo per grinta, determinazione e qualità ed il gol è stato solo la ciliegina sulla torta di una gran bella prestazione.

 

Ci piace parlare di calcio giocato, ci piacerebbe parlare solo di quello; vorremmo essere già proiettati con grande entusiasmo e trasporto verso l’attesissimo e sentito derby contro il Livorno.

 

Invece le vicende societarie, le assurde storie ed il triste teatrino a cui abbiamo dovuto assistere in questi giorni, distoglieranno i nostri pensieri da questa partita.

Ci sono da capire tante cose, ci dovranno essere spiegate tante cose, basta con le bugie, le nuvole dense e la nebbia che avvolge la società amaranto, basta con i silenzi sibillini.

Abbiamo il diritto di sapere come stanno le cose, abbiamo diritto a pensare e tifare per questa squadra, e speriamo che lunedì le parole del Presidente (?) Ferretti siano

CHIA – RI – FI – CA – TRI – CI !!!!!!

 

Riccardo Bonelli





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