PER UNA LUPA CHE ARRIVA, UN LEONE CHE PARTE, IN BOCCA AL LUPO EZIOLINO!

PER UNA LUPA CHE ARRIVA, UN LEONE CHE PARTE, IN BOCCA AL LUPO EZIOLINO!

 

Due trasferte consecutive dalle quali l’Arezzo torna con un solo punto, meno, molto meno di quanto preventivato, confermando che gli amaranto hanno un rendimento completamente opposto rispetto a quando giocano al Città di Arezzo.

 

I numeri parlano chiaro, la squadra di Sottili, versione interna, ha conquistato 19 punti, primi a pari merito con l’attuale capolista Alessandria, mentre in trasferta la squadra ha racimolato la miseria di 7 punti, tredici in meno dei piemontesi e otto in meno della Cremonese.

 

Sono qui le differenze sostanziali tra le prime della classe e l’Arezzo, e Pontedera e Gorgonzola lo hanno confermato.

 

Questioni caratteriali? Problemi tattici e di gestione della partita lontano da Arezzo? Sembra non esserci una motivazione valida e sulla quale lavorare per questo Arezzo double-face, anche perché gli amaranto, a parte pochi casi, in trasferta hanno praticamente giocato in casa e poi, il mal di trasferta non è un alibi valido per giustificare il distacco in classifica.

 

Poi ok, Alessandria e Cremonese hanno investito importanti capitali e sono condannate a vincere, va bene il fatto che questa squadra sembra ancora in fase di assemblaggio dopo la rivoluzione estiva, va bene anche il fatto che, al momento, Mister Sottili sembra ancora non aver trovato la quadratura e del cerchio e sia alla ricerca dell’Arezzo che predichi il suo credo calcistico.

 

Ma da qui ad alzare, a fine novembre, bandiera bianca, accontentarci di mantenere un terzo posto ed anzi, avere il morbido materasso, in caso di caduta, di un volo all’indietro di altri sei piani, mantenendo comunque un piazzamento che dia diritto ai play off, ce ne corre e nemmeno voglio pensarci.

 

Diamoci obiettivi importanti, fino a che non ci abbandona la matematica non lasciamo nulla di intentato per lottare per il primo posto.

 

Teniamo alta la concentrazione, la voglia di lottare, di migliorare, altrimenti, se terzi o decimi è la stessa cosa, da 3000 diventeremo 2000, poi 1000, poi 500

 

Cerchiamo una nostra identità a livello tattico, senza tanti cambiamenti, creiamo un modello Arezzo , altrimenti vivremo di rimpianti

 

E domenica si torna al Comunale dove affronteremo una Lupa Roma, formazione di bassa classifica ma che ha messo in ginocchio la Cremonese nel turno precedente; una partita da vincere assolutamente, per i motivi enunciati sopra, ma da affrontare con la giusta concentrazione e la giusta concentrazione, cosa, peraltro, che agli amaranto, sotto la Minghelli, riesce bene.

 

E intanto, per una Lupa che arriva, un leone che parte.

 

Eziolino Capuano ha rescisso il contratto che lo legava all’Arezzo ed è tornato in sella, in una delle sue mission impossible, per risollevare le sorti di una piazza come Modena.

 

Capuano, il mister vulcanico che ha lasciato la sua impronta ad Arezzo.

 

Che piaccia o no, ci saranno pagine nel libro della storia amaranto dedicate a lui.

 

E non sono le pagine dell’anonimato della D, pagine bianche di quattro anni di storia amaranto caduta nell’oblio e nel dimenticatoio dei dilettanti. Magari non saranno le pagine più importanti. quelle che raccontano di campionati vinti, di grandi giocatori, di serie B, ma nemmeno quelle brutte che raccontano di retrocessioni, fallimenti, di persone che sono passate da Arezzo senza lasciare segno alcuno.

 

Nessuno potrà negare , mai, che la rinascita del cavallino è passata attraverso quest’uomo che come uno zelig, si è  vestito di amaranto e per questi colori ha dato tutto.

 

E tutto non vuol dire necessariamente bene, i suoi modi di fare, i suoi metodi a volte sono rimasti indigesti a critici e giocatori, ma senza la sua testardaggine, saremmo ancora a Trestina e Deruta.

 

 

In quei due anni Eziolino ha riportato ad Arezzo l'entusiasmo offeso, sotterrato, villipeso e deriso del popolo amaranto, si è fatto carico di tutto, non solo di quanto a lui era richiesto, ma è andato oltre, si è preso carico di Arezzo, dell'Arezzo e degli aretini.

 

Ha voluto, fortissimamente voluto portarci fuori dalle sabbie mobili di una serie D, dalle quali non riuscivamo a venire fuori, affondando, piano piano, inesorabilmente, errabondi nei campetti di periferia più impensati..... noi, l'Arezzo, la sua storia, il suo blasone.

 

Perchè dietro questo personaggio anticonformista, teatrale nei suoi gesti, nelle sue dichiarazioni, capace di commuoversi con lacrime vere e non di circostanza, autoincensatore , autocompiacente al limite dell'eccesso, dissacratorio ai confini con l'offensivo, c'era un uomo vero, genuino sincero anche quando raccontava bugie, un uomo che vive di calcio, la sua vita dopo la sua famiglia

 

E ad Arezzo, ultimamente, non si poteva più parlare di Capuano senza essere tacciati di vedovanze varie, quasi la sua fosse, una presenza ingombrante, anche in sua assenza, anche se era il passato, quasi fosse un cancro di cui liberarsi.

 

Bene il giorno è arrivato, magari ci sarà chi farà festa, io dico solo in bocca al lupo Ezio!

 

Riccardo Bonelli





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