VITTORIA DOVE ESSERE E VITTORIA E’ STATA, MA QUANTA SOFFERENZA.

VITTORIA DOVE ESSERE E VITTORIA E’ STATA, MA QUANTA SOFFERENZA.

 

Intendiamoci, per non equivocare sul titolo, le sofferenze non ce l’hanno create la Racing Roma, bensì le scorie di Cremona.

 

Ma vittoria doveva essere e vittoria è stata, di rigore, ma meritata, nonostante una prestazione al di sotto degli standard a cui ci ha abituato l’Arezzo quando si veste a festa.

 

La Racing Roma di Mister Giannichedda si è presentata al Città di Arezzo abbottonatissima, una difesa a cinque che ha infastidito gli avanti amaranto che avevano difficoltà a trovare sbocchi.

 

Di contro Benassi avrebbe passato un tardo pomeriggio di relax se non ci avessero pensato, ahimè, ancora una volta i suoi compagni di reparto che con un paio di svarioni ed un pallone perso su un calcio d’angolo a nostro favore che ha innescato una pericolosa ripartenza, ha avuto attimi di apprensione.

 

Gli amaranto di Mister Sottili partono bene, 15 minuti a ritmi alti con occasioni per Moscardelli e Luciani; poi il ritmo si abbassa e la difesa romana non fatica a farsi trovare ben piazzata e lasciare pochi spazi.

 

Sottili sposta a rotazione i due esterni Yamga e Arcidiacono cambiandogli lato del campo con inusuale frequenza, obiettivo mandare i confusione i laterali bassi della Racing.

 

Nell’ultimo quarto d’ora gli amaranto hanno un sussulto, Moscardelli su punizione defilata impegna Savelloni in una difficile deviazione in angolo.

 

Angolo dal quale scaturisce una ghiotta occasione per Luciani che manca l’impatto pulito con il pallone e l’occasione svanisce.

 

Quando sembra che lo zero a zero debba essere il risultato del primo tempo, Arcidiacono libera Masciangelo che entra in area e viene affrontato fallosamente da Macellari; per l’arbitro è rigore che Moscardelli trasforma.

 

Nella ripresa ci si attende una Racing Roma più aggressiva alla ricerca del pareggio, ed invece la compagine laziale lascia il pallino del gioco all’Arezzo che nei primi minuti sfiora il gol con Polidori (tiro a fil di palo fuori per questione di centimetri), colpo di testa di Moscardelli da ottima posizione che finisce tra le braccia del portiere.

 

Fuori Polidori e dentro Corradi e Mister Sottili ridisegna il suo Arezzo per rinforzare un centrocampo che stava andando in mano ai gialloverdi.

 

Poi Erpen prende il posto di Arcidiacono e l’Arezzo, al netto di un paio di spauracchi mascherati da errori difensivi, arriva al fischio finale del signor Andreini con i tre punti in saccoccia.

 

Quarto posto in classifica e lunedì sera il derby  di Livorno, con l’intermezzo di Prato per la Tim Cup.

 

L’Arezzo c’è!

 

 

Riccardo Bonelli





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