GIOCARE SULLE “ALI” DELL’ENTUSIASMO, IMPONENDO SENZA ADEGUARSI, QUESTO AREZZO… PUO’.

GIOCARE SULLE “ALI” DELL’ENTUSIASMO, IMPONENDO SENZA ADEGUARSI, QUESTO AREZZO… PUO’.

 

 

Cinquantasei milioni  di commissari tecnici; uno più uno meno non fa nessuna differenza, per cui da appassionatamente ignorante dell’Arezzo, voglio dire la mia.. e l’avere un patentino di allenatore vuol dir poco o niente, le mie vogliono essere considerazioni con un valore tecnico da prendere con le molle, ma sensate, pensate e con una valutazione fatta dopo sei giornate di campionato, abbastanza per avere elementi di discussione.

 

L’Arezzo costruito da Gemmi e Riccioli, ha un senso logico nella sua composizione e a Mister Sottili è stato consegnato un gruppo il cui valore tecnico, a detta degli addetti ai lavori, è da prima fila nella griglia di partenza di questo girone A di Lega Pro.

 

Sei giornate, undici punti frutto di tre vittorie, due pareggi ed una sconfitta; amaranto con il migliore attacco del girone  (11 reti) che fa da contraltare ad una difesa tra le peggiori del torneo (8 reti).

 

Verrebbe da pensare ad un Arezzo votato all’attacco e destinato, necessariamente, a scoprirsi.

 

Una analisi approfondita permette di non prendere in considerazione questa teoria, gli amaranto hanno dimostrato di saper attaccare con criterio ed i gol subìti, a parte i primi due con il Como, sono derivati da errori individuali, evitabilissimi che hanno messo a volte in salita il cammino dell’Arezzo e a volte ne hanno vanificato gli sforzi offensivi.

 

La squadra di Mister Sottili gioca un calcio sempre propositivo, sempre alla ricerca del risultato attraverso il gioco, e quando l’Arezzo è riuscito a sviluppare la sua manovra e risultata squadra spettacolare e prolifica.

 

Unica pecca, forse dovuta al fatto che l’assemblaggio di un gruppo tutto nuovo ha bisogno di tempo e pazienza, l’Arezzo, in determinati momenti della partita, sembra staccare la spina, e lo abbiamo visto in tutte le partite disputate fino ad ora, tranne, forse, quella contro il Tuttocuoio.

 

Con il Como, quando ci facemmo recuperare due reti di vantaggio, venti minuti di black out; con la Carrarese con la prima mezz’ora regalata agli apuani; stessa storia nel derby con il Siena.

 

Partite in cui gli amaranto, hanno dimostrato la loro forza (tanta) e le loro debolezze (poche).

 

Doversi mangiare le mani per la sconfitta al Moccagatta, al cospetto del rullo compressore Alessandria, in una partita decisa da un errore difensivo ma giocata alla grande dall’Arezzo con un tabellino che parlava di occasioni da rete create in numero maggiore dagli amaranto.

 

E la partita di Lucca non ha mancato di evidenziare questo Arezzo double face, dottor Jekyll e mr Hyde, con una prima frazione di gioco caratterizzata da due errori difensivi; poi, una squadra riveduta e corretta che stradomina nell’ultima mezz’ora con un pari che sa tanto di rimpianti, di due punti persi, di un bicchiere che appare mezzo vuoto quando in altre occasioni del genere, nelle passate stagione sarebbe stata definita una grande rimonta, un punto guadagnato ed il solito bicchiere, di incanto, mezzo pieno.

 

Mister Sottili, in queste sei giornate, ha provato diversi schemi, diversi moduli, diverse situazioni tattiche.

 

Perché questa rosa ampia e variegata dà questa possibilità al tecnico toscano.

 

Il miglior Arezzo visto in campo sembrerebbe quello disposto con due centrali, due esterni difensivi che accompagnano la fase offensiva, coppia di centrocampo, due esterni offensivi e due opzioni in avanti con trequartista e punta centrale o, in alternativa due punte….non due punte qualsiasi quando si dispone di Moscardelli e Polidori.

 

Un Arezzo che fa paura quando riesce a sviluppare la sua manovra; ed una situazione che salta all’occhio e la partita di Lucca sembra poter essere presa ad esempio.

 

Contro questo potenziale offensivo, le nostre avversarie tendono a chiudersi a riccio per tentare ripartenze veloci; le difficoltà maggiori contro queste difese gli amaranto le hanno trovate quando hanno dovuto cercare lo sfondamento centrale.

La Lucchese era riuscita, senza grossa fatica, forte dei due gol di vantaggio a chiudere i varchi ad una Arezzo messo in campo da Mister Sottili con il rombo a centrocampo e l’esclusione dei due esterni Yamga e Arcidiacono.

 

Il loro ingresso in campo, ha cambiato il volto della partita, gli uomini di Galderisi che avevano costruito un fortino difensivo, hanno dovuto arginare l’ampiezza del campo che davano i due esterni, hanno necessariamente allargato le maglie difensive e l’Arezzo ha cominciato a trovare varchi e nuove opzioni offensive facendo vacillare, fino alla capitolazione, una difesa resa perforabile dal nuovo assetto amaranto.

 

Dieci minuti, sarebbero bastati altri dieci minuti e l’Arezzo avrebbe espugnato il Porta Elisa, penso che chiunque abbia assistito alla partita abbia avuta la stessa sensazione

 

Ma l’Arezzo c’è e fa sperare, fa sognare, il risultato attraverso il gioco è la strada intrapresa da Stefano Sottili.

 

Riccardo Bonelli





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