SCONFITTI MA VINCENTI

Un esame superficiale della trasferta di Alessandria parlerebbe di una trasferta finita con una sconfitta, con  zero punti riportati a casa, di una squadra piemontese che non ha fatto altro che confermare i pronostici.

 

E’ vero, dal  Moccagatta l’Arezzo è uscito sconfitto, ma dopo una prestazione che ha visto la squadra di Mister Sottili giocare alla pari con la presunta corazzata Alessandria; un primo tempo autoritario alla fine del quale Mister Braglia deve aver tirato un sospiro di sollievo per aver accompagnato la sua squadra negli spogliatoi sullo zero a zero.

 

Imbrigliata dalla manovra amaranto, l’Alessandria non era riuscita a creare la benchè minima problematica  Benassi, mentre, dall’altra parte, il suo collega Vannucchi si era guadagnato la palma del migliore in campo della prima frazione di gioco per aver sventato una gran conclusione di Moscardelli ed aver tremato su due incursioni di Arcidiacono.

 

Poi la frittata, un gol fotocopia di quasi tutti i gol incassati dall’Arezzo in queste quattro giornate, situazioni tattiche con interpretazioni sbagliate, bucati centralmente con troppa facilità.

 

Si dirà che Braglia ha indovinato le mosse, che Iocolano e Gonzalez hanno cambiato la partita, io dico che senza l'errore marchiano a centrocampo di Rosseti che ha favorito la ripartenza dei grigi e senza l'errato posizionamento di Sirri sull'argentino, staremmo a parlare di un altro risultato.

 

Ma la sensazione, il pensiero ricorrente guardando e valutando questa squadra è che appena Mister Sottili sarà riuscito a correggere queste sbavature e quando Moscardelli si sbloccherà, ne vedremo davvero delle belle.

 

Un Arezzo a cui piace giocare, imporre gioco e ritmi, ma costretto a non abbassare mai guardia e concentrazione, non sarà sfortuna, non sarà un caso, sarà magari solo colpa nostra, ma che le squadre avversarie riescano a capitalizzare al massimo le poche occasioni concesse dagli amaranto, diciamo che è un concentrato, una sintesi di tutte queste concause.

 

Aspettiamo tutti, con ansia e trepidazione il primo gol di Moscardelli, l’uomo simbolo di questa squadra; vista l’esperienza e le tante battaglie combattute da Davide, il gol non è per lui una ossessione, non ne condiziona le prestazioni.

 

Ed infatti, in queste prime quattro giornate il Mosca si è distinto per la dedizione con cui mette la sua esperienza, la sua classe, a disposizione dei compagni.

 

Magari non sarà ancora al top della condizione, magari a 36 anni il lavoro a tutto campo imposto dagli schemi di Sottili necessita di un Moscardelli al cento per cento, ma è solo una questione di tempo, Davide ce lo abbiamo noi e sarà un problema per gli altri.

 

Archiviata la delusione, la rabbia, rimane la consapevolezza di un Arezzo da prime posizioni, il tempo giocherà a nostro favore, perché di tempo, solo di tempo ha bisogno una squadra totalmente nuova, ma composta da una rosa di “titolari”.

 

L’Arezzo è quello visto con Como, Carrarese, Siena ed Alessandria, bello, produttivo, dotato di personalità ma, ahimè prigioniero dei propri errori.

 

Il bel gioco si mantiene, gli errori si correggono, crediamoci!

 

Fin da domenica prossima quando al Città di Arezzo scenderà la formazione del Tuttocuoio, squadra ancora imbattuta, con un ruolino di due vittorie e due pareggi.

 

Si gioca di  domenica, alle 18,30, gioca l’Arezzo, di scuse ne rimangono davvero poche, il pubblico visto contro il Siena non deve rimanere occasionale, ma dovrà essere una costante, altrimenti i discorsi sulla fiducia, sul crederci, sull’appoggio incondizionato alla squadra, sulla volontà di cullare un sogno rimarranno solo dei bla, bla, bla…..

 

 

Riccardo Bonelli





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