ERPEN DA SBALLO, CURVA DA SBALLO, CLASSIFICA DA SBALLO……

ERPEN DA SBALLO, CURVA DA SBALLO, CLASSIFICA DA SBALLO……

 

Il mio articolo precedente, e le tre o quattro persone che mi leggono, ne sono testimoni, avevo titolato “PERCHE’ TREMILA SON TROPPO  POCHI…”.

 

Chi oggi era allo stadio, ha tastato con mano e certificato che al di là dei fattori tecnico-tattici, l’Arezzo è formata da uomini veri, il cui attaccamento alla maglia è stato certificato dalla prestazione di oggi e che la partita della scorsa stagione persa con la squadra senese è lontana anni luce.

 

Il colpo d’occhio della curva era bellissimo, e anche quello della tribuna; al netto di quanto certificato dal dato ufficiale, oggi erano presenti circa quattromila spettatori, a mia memoria, non ricordo un afflusso così numeroso negli ultimi cinque anni.

 

E davanti ad una Minghelli che ha incitato l’Arezzo senza soluzione di continuità, qualunque fosse il risultato, la vittoria è un premio non tanto alla prestazione, quanto a questa coesione squadra-pubblico, nel derby poi, e con questa altalena di emozioni, chi ci ha rimesso, oltre ai senesi è anche chi non è venuto.

 

Pronti via e l’Arezzo va sotto con il gol di Marotta che si viene a trovare solo soletto davanti a Benassi e non ha difficoltà a mettere in rete.

 

L’Arezzo, che Mister Sottili aveva schierato con Polidori accanto a Moscardelli, sacrificando Yamga, variandone il modulo di gioco, accusa il colpo, sbanda in fase difensiva, raramente nei primi trentacinque minuti riesce ad essere incisivo e lascia il fianco alle ripartenze bianconere che altro non sono che palla lunga per Mendicino e Marotta, poco, ma quanto basta per mettere in allarme il reparto difensivo amaranto.

 

Ma gli amaranto hanno il merito di saper soffrire nei momenti critici in attesa di riordinare le idee.

 

Cinque minuti di fuoco, gli ultimi del primo tempo, in cui l’Arezzo chiude il Siena  nella propria area di rigore, sono un raggio di sole che anche il pubblico raccoglie come segno premonitore e gli amaranto, nonostante il risultato e la prestazione poco brillante accompagna l’uscita dal campo dei giocatori con un lungo applauso.

 

Negli spogliatoi Stefano Sottili medita le soluzioni più efficaci per cambiare il corso della partita; in campo rientra l’Arezzo degli ultimi minuti del primo tempo, grinta, determinazione e un Yamga che sostituisce un Arcidiacono che, comunque, non aveva demeritato.

 

Per ventisei minuti l’Arezzo alza il baricentro, costringe sulla difensiva il Siena ma riesce a pungere poco; poi Sottili decide di operare due sostituzioni che si riveleranno vincenti.

 

Fuori Corradi e Grossi e dentro Rosseti e soprattutto Horacio Erpen; da quel momento in poi è un concentrato di emozioni vietate ai deboli di cuore.

 

Erpen si fa trovare al posto giusto ed al momento giusto su un pallone messo a centro area, uno spiovente che l’argentino colpisce di testa, non proprio la sua specialità, mettendo la sfera in rete proprio sotto la Minghelli che esplode come una polveriera.

 

Finita? Nemmeno per sogno, cambiano le carte in tavola, il Siena perde certezze, l’Arezzo vuole assestare il colpo di grazia, situazione troppo allettante e affascinante per lasciarsi scappare l’occasione.

 

Ci mette del suo anche Masullo che, ingenuamente, si prende il secondo giallo per cui gli viene offerta l’opportunità di una doccia anticipata; la punizione che ne consegue è battuta da Erpen con un pallone velenoso che va a depositarsi in rete grazie anche al movimento di Sirri e Moscardelli che mandano in tilt difesa e portiere,

 

Il Città di Arezzo è una bolgia, il Siena non ha più la forza di rialzarsi ed il fischi finale dell’arbitro sancisce la fine della partita e l’inizio della festa.

 

Quella della Minghelli che tributa ai giocatori dell’Arezzo, schierati davanti a loro, un lungo e convinto applauso.

 

Tre partite, sette punti, sette reti fatte; stasera il più felice era  Mauro Ferretti, il che non è male…. Ma uno sprone al Presidente di continuare su questa strada.

 

Ma non c’è tanto tempo per festeggiare, mercoledì l’Arezzo è atteso ad Alessandria, in uno scontro al vertice…. Bello considerarlo tale, vero?

 

Ultima annotazione mi è doverosa; minuto 26 Siena ancora in vantaggio. Mendicino commette fallo in attacco su Sirri, l’arbitro fischia la punizione, ma l’attaccante senese tiene palla, si strattona con Sirri che gli vuole togliere il pallone dalle mani, poi si porta l’indice al naso verso il difensore amaranto facendogli il gesto di “stare muto”, ripetuto un paio di volte.

Trenta secondi dopo l’Arezzo pareggia, poi segna il gol della vittoria….

Vincere alla faccia di Mendicino non ha paragoni, per tutto il resto c’è Horacio Erpen!!

 

 

Riccardo Bonelli

 





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