QUEGLI EQUILIBRI....SOTTILI

QUEGLI EQUILIBRI....SOTTILI

 

Stagione a dir poco travagliata, quella passata, in cui il calcio giocato, ad Arezzo, ha fatto solo da cornice ad una serie di eventi, situazioni, episodi, guerre intestine che hanno minato la credibilità di una società, che hanno messo alla berlina Arezzo, la sua città, la sua storia calcistica.


Siamo stati al centro dell'attenzione dei maggiori esponenti televisivi della satira, li abbiamo ospitati, ci hanno intervistato, ci  hanno filmato. Ed in tutta Italia è andato in onda "il peggio di Arezzo"


Una stagione, a livello sportivo vissuta tra alti e bassi, Mister Capuano, reduce da una annata da ricordare, con un ripescaggio fortissimamente voluto ed ottenuto, ed un campionato da combattenti puri, sfidando chi da ripescati dell'ultimo minuto ci considerava una squadra materasso.


Maiali assatanati, come li definiva Capuano, magari inferiori tecnicamente ma che in campo mettevano orgoglio, tenacia, cattiveria agonistica e tanta dedizione nell'applicare il credo calcistico del Mister.


Con più calma e programmazione, si pensva che la seconda stagione dell'Arezzo tra i professionisti, potesse regalare soddisfazioni maggiori....


Il resto è inutile stare a raccontarlo, poco calcio giocato, tanto calcio parlato, fino ad arrivare alla rottura traumatica e clamorosa nei modi e nei tempi con l'autore della rinascita amaranto.


Poco piacevole ma inevitabile, viste le situazioni che erano venute a crearsi la spaccatura tra vertici societari e Capuano, disdicevole, antipatica, vigliacca, la spaccatura improvvisa con la squadra, apparsa colpevolmente compatta nel rinnegare il proprio allenatore.


Sottolinenando che sono un estimatore di Capuano, ma non un vedovo di Eziolino, la mia speranza , da tifoso amaranto, è quella di non ripetere gli errori del passato e cominciare, finalmente a trasformare le parole in fatti.


E le premesse sembrano orientate verso il percorso dell'ottimismo.


La società si è data una struttura logica, con tutte le caselle dei posti di responsabilità occupate seguendo un senso logico con gli uomini aventi le caratteristiche giuste al posto giusto, una circoscrizione dei ruoli netta e ben delineata.


La questione stadio sembra essersi risolta nella miglior maniera possibile, con l'Arezzo che godrà degli oneri (tanti) e degli onori (tutti da conquistare) del Città di Arezzo.


Ma soprattutto il Presidente Ferretti e il D.S. Gemmi si sono mossi con tempestività nella scelta del nuovo allenatore.


E la scelta è  ricaduta su Stefano Sottili, allenatore emergente, toscano di Figline Valdarno, reduce da una stagione positiva a Bassano dove ha conquistato i play off.
Nel suo palmares anche due promozioni con Carpi e Venezia.


Ma soprattutto la scelta è ricaduta su un profilo tecnico di fascia alta;  Sottili aveva attirato le attenzioni e proposte allettanti da Padova e Ternana. La scelta di Arezzo, parole del tecnico, è motivata dalla esposizione dei programmi da parte di Ferretti e Gemmi.
E saranno state parole, intenzioni e promesse che hanno spostato l'ago della bilancia sulla scelta della piazza amaranto


Chi mi conosce, sa che fin dai primi di maggio avevo messo Sottili nella lista dei desideri, per cui la sua scelta mi trova concorde considerandolo al centro di un progetto tecnico che miri in alto.
Adesso, in perfetta simbiosi con il Direttore Sportivo Gemmi, Sottili dovrà costruire la sua squadra, quasi da zero visto che solo due giocatori risultano sotto contratto.


Ma vista l'annata passata, questo non sarà un fatto negativo, l'Arezzo ha bisogno di giocatori bravi, ma soprattutto degni di vestire la maglia amaranto, per cui, stendendo un pietoso velo su quanto è successo, questa rivoluzione sarà positiva ancorchè necessaria per ricostruire un ambiente compatto, cercando di riavvicinare il pubblico aretino così come aveva fatto Capuano, prima che eventi imprevisti ed imprevedibili sancissero il distacco con la squadra ed un malumore diffuso.
Stefano Sottili avrà anche questo compito, e credo che anche da questo punto di vista saprà farsi apprezzare.


La strada intrapresa nasce con buoni propositi, con buone notizie, ma mai come adesso possiamo asserire che, come ormai provato sulla  nostra  pelle, gli equilibri sono...Sottili e sarà compito della società, dei suoi componenti, ma soprattutto del Mister rompere il muro della diffidenza, da essi stessi innalzato.


Ci sono da eliminare tutti i motivi che hanno portato il loro contributo affinchè si arrivasse al punto di rottura a cui abbiamo assistito, Sottili dovrà essere messo nelle condizioni di poter lavorare sul gruppo che andrà a costruire senza ingerenze, senza ostacoli, in piena autonomia, condizione essenziale se il processo di crescita messo in atto dalla società possa sopravvivere.


In  bocca al lupo Mister Stefano Sottili!

 


Riccardo Bonelli





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