Squadra che vince si cambia?

Primi 2 mesi di gestione Capuano. Abbiamo sin qui visto un ottimo Arezzo. Andiamo a vedere in profondità quali sono stati gli accorgimenti tattici più importanti, partendo da Benassi:

Fra i migliori in stagione con interventi prodigiosi ,Il portierone è indispensabile anche alla manovra offensiva. Capuano lo sfrutta come libero, sicuro nelle uscite e come primo impostatore, infatti numerose volte la squadra ha potuto ribaltare velocemente il fronte con Erpen, abile a controllare ogni genere di pallone imbeccato dai precisi rinvii mancini di Benassi.

 

La difesa è il reparto col rendimento sin qui più alto nonostante adattamenti e defezioni. Dietro l'Arezzo si schiera a 3 con una retroguardia che Capuano vuole mobile, rapida e reattiva, votata a prevenire gli attacchi avversari lontano dalla porta piuttosto che difendere bassi l'area di rigore; una retroguardia che accompagna costantemente la squadra verso la metà campo rivale partecipando però poco alla fase di costruzione. L'infortunio di Conti ha privato la squadra del miglior marcatore, ma il ritorno di Villagatti ha dato fisicità, presenza sul gioco aereo e più padronanza della sfera con l'azione che può partire anche da dietro.

 

A centrocampo Capuano predilige 5 uomini: 2 esterni in grado di coprire tutto il campo, due frangiflutti davanti alla difesa con caratteristiche complementari e un guastatore a incunearsi nella difesa avversaria. L'ottimo Brumat, la velocità di Campagna e Cucciniello più la classe di Millesi hanno fatto la differenza sugli esterni. L'equilibrio tattico raggiunto dipende molto dalla loro capacità di ripiegare in fase di non possesso e allargare le difese avversarie in fase offensiva occupando tutta l'ampiezza del terreno. Al centro giostrano gli esperti Carcione - Gambadori: vedendoli giocare i tifosi hanno subito capito che i tempi della Serie D erano passati! Carcione ha tutto nel repertorio: aperture, lanci, tiri dalla distanza; è giocatore di personalità che crea gioco con soluzioni balistiche di alta qualità ; il capitano Gambadori pulisce la mediana e custodisce l'area di rigore con ordine e determinazione. I due formano una coppia davvero solida che certifica il salto di qualità avvenuto in estate. Insieme come centrocampista di raccordo e di inserimento c'è il tecnico Dettori, con il jolly Padulano sulla trequarti buono anche a partita in corso. 

 

L'attacco è il reparto che ha destato le maggiori perplessità non tanto per la qualità degli interpreti quanto per il rendimento oggettivo. Solo 8 segnature in 9 giornate sono davvero poche ma proviamo a capire il motivo di tale sterilità.

Il numero di infortuni non ha mai permesso al mister di provare soluzioni con la giusta tranquillità. L'argentino Erpen è un giocatore di classe cristallina, bravissimo a tenere palla, cercare i compagni e ispirare la manovra, molto meno a concludere. Il compagno Bonvissuto è bravo ad aprire gli spazi e dare profondità battendosi con le difese ma non è un cecchino. I centrocampisti centrali non seguono l'azione per caratteristiche. 

Dunque perdere equilibrio o essere più pericolosi? Capuano non ha avuto dubbi sin qui, optando per l'equilibrio tattico e la copertura a scapito della pericolosità, blindando la difesa e affidandosi in attacco alla qualità dei singoli e la forza atletica degli esterni. L'inserimento di un altra punta che possa dare peso quando Bonvissuto ed Erpen vengono a fare gioco lontano dall'area di rigore è uno delle idee più presenti nella testa del mister. In teoria uno dei centrocampisti dovrebbe occupare quel ruolo in fase offensiva ma la struttura fisica dei nostri centrocampisti non è sufficiente. Il rientro di Montini, Morga e il giovanissimo Vitiello potrebbero fornire nuove possibilità all'attacco.

Solo il tempo saprà dirci se l'Arezzo passerà definitivamente alle 2 punte, intanto massima fiducia al tecnico che prima di tutto ha capito la necessità di creare delle basi solide su cui costruire in futuro anche una manovra spettacolare e prolifica.

                                

                                                                                                                                             Lorenzo Bruni





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