SE CAPUANO VA VIA......CUI PRODEST?

SE CAPUANO VA VIA......CUI PRODEST?


Bella domanda.... che nasce spontanea, ipotizzando un Arezzo senza Capuano nel prossimo futuro.


Uno scenario possibile, vista la situazione che si sta delineando, ed è bene affrontare prima possibile quello che potrebbe essere un problema per l'Arezzo.


Certo, di allenatori è piena l'Italia, anche se l'identikit di uno come Capuano screma e non poco la scelta.


In questi due anni Eziolino ha riportato ad Arezzo l'entusiasmo offeso, sotterrato, villipeso e deriso del popolo amaranto, si è fatto carico di tutto, non solo di quanto a lui era richiesto, ma è andato oltre, si è preso carico di Arezzo, dell'Arezzo e degli aretini.


Ha voluto, fortissimamente voluto portarci fuori dalle sabbie mobili di una serie D, dalle quali non riuscivamo a venire fuori, affondando, piano piano, inesorabilmente, errabondi nei campetti di periferia più impensati..... noi, l'Arezzo, la sua storia, il suo blasone.


Capuano è l'Arezzo, inutile nasconderlo, come è vero che l'Arezzo ha fatto conoscere a tutti il vero Capuano.


Perchè dietro questo personaggio anticonformista, teatrale nei suoi gesti, nelle sue dichiarazioni, capace di commuoversi con lacrime vere e non di circostanza, autoincensatore , autocompiacente al limite dell'eccesso, dissacratorio ai confini con l'offensivo, c'è un uomo vero, genuino sincero anche quando racconta bugie, un uomo che vive di calcio, la sua vita dopo la sua famiglia.

Impossibile che abbia altri amori, anche le sue giornate sono di 24 ore, 12 i mesi e 365 i giorni (forse quest'anno bisestile, si prenderà un giorno di ferie...) e non sono mai abbastanza per lui, una formica sempre in movimento, sempre alla ricerca ossessiva di miglioramenti per la sua creatura.


Già l'Arezzo è una sua creatura, lui la maglia amaranto ce l'ha cucita addosso, ama il suo popolo e in terra aretina ha trovato terreno fertile ed è contraccambiato....Eziolino l'Aretino.


Perchè  gli aretini sono botoli ringhiosi, diffidenti, restii ad innamorarsi facilmente dei giocatori, figuriamoci degli allenatori.


Si contano sulle dita di una mano e per fare un esempio, perugino per giunta, tanto per farne capire il livello porta il nome di Serse Cosmi.


Ed allora?


Allora succede che ultimamente, nonostante l'Arezzo stia giocando bene, i risultati siano buoni, la classifica pure, nonostante ci sia un parco giocatori che poche squadre possono vantare, una salvezza ormai raggiunta, ed un sorprendente Luca Tremolada, fiore all'occhiello dell'Arezzo ma soprattutto di Capuano, un giocatore che nulla ha a che vedere con questa categoria, autentico leader, l'allenatore amaranto abbia perso il sorriso.


Adrenalitico al massimo durante gli allenamenti, durante le partite, le sue emozioni le condensa al momento del gol o del fischio finale che sancisce le vittorie amaranto.


Poi? addio all'Eziolino vulcanico in sala stampa, inaspettatamente, conoscendolo, si cala una maschera veneziana (avete presente quelle inespressive?) le vittorie non lo esaltano più come una volta, le sconfitte, invece, lo intristiscono ancora di più.


Qualcosa è cambiato, indiscutibilmente, nei suoi rapporti con la società, con il Presidente  ed i silenzi sempre più frequenti di Ferretti, le sue mosse societarie, aumentano i punti interrogativi, le supposizioni, le illazioni... il silenzio non è mai una mossa intelligente, con tutto il rispetto, caro Presidente.


Perchè l'Arezzo gioca per e davanti al proprio pubblico, ai propri sostenitori, che vivono di passione per i colori amaranto, e sono loro la linfa vitale per il calcio, altrimenti si potrebbe giocare le partite di campionato al campetto di Via Arno, senza spettatori, senza passione, senza coinvolgimenti.....sai che goduria.


La permanenza di Ezio Capuano ad Arezzo è minata da fattori esclusivamente interni alla società; amato e osannato da tutti gli aretini (o quasi) che ne risonoscono doti umane e tecniche illimitate, ha visto circoscritte le sue mansioni, non più allenatore manager, ma allenatore e basta, un duro colpo per Capuano, geloso della sua creazione, mille idee in testa, forse riposte nel cassetto.


Una immagine mi viente in mente ricordando il Capuano 1.0, quello prima maniera, tanto per intendersi; in una conferenza stampa con furore e trasporto mostrò il petto e disse pressappoco..... "prima di colpire la squadra dovranno passare su di me, me dovranno ACCIDERE!"


I colpi sono arrivati, ha sempre barcollato, ma si è subito ripreso; adesso sembra stanco di combattere, ultimamente un paio di colpi ben assestati lo hanno ferito pesantemente.


Ma in cuor mio, sono sicuro che il leone tornerà a ruggire!

lo deve fare per sè stesso, ma soprattutto per i suoi ragazzi in campo e per quel popolo amaranto per cui ha fino ad ora combattuto.


L'Arezzo non può fare a meno di Capuano e tu, Eziolino, lascia che sia Arezzo la terra del tuo lavoro, del tuo sacrificio, della tua passione. Segui il consiglio di Dante, "non ti curar di loro ma guarda e passa..."

 

Riccardo Bonelli





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