DOPPIO CANI, IL DERBY VA AL PISA. AREZZO SOTTOTONO, PERDE L'IMBATTIBILITA' ESTERNA

DOPPIO CANI, IL DERBY VA AL PISA. AREZZO SOTTOTONO, PERDE L'IMBATTIBILITA' ESTERNA


Gattuso batte Capuano in una partita molto tattica.

 

C'erano tutte le condizioni perchè il due a zero con cui il Pisa ha battuto l'Arezzo avesse spiegazioni logiche , al di là di come si è svolto l'incontro.


I nerazzurri di Gattuso, grandi favoriti per la vittoria finale, venivano da due sconfitte consecutive, ambiente in fermento e partita, quella contro l'Arezzo da giocare con grande determinazione, perchè l'ennesimo passo falso avrebbe allontanato il Pisa dalla vetta.


Di contro, un Arezzo in salute, reduce da una lunga serie di risultati positivi, con tre vittorie negli ultimi quattro incontri ed un mercato di gennaio che aveva regalato a Capuano il completamento della rosa con elementi già determinanti al loro arrivo.


Il timore era che il Pisa fosse troppo determinato e concentrato, mentre l'Arezzo, inconsciamente, potesse avere un rilassamento, un senso di appagamento.


E' quello che puntualmente è emerso all'Arena Garibaldi, vestita a festa e con una presenza massiccia della tifoseria amaranto.


Il Pisa ha meritato la vittoria, Cani ha ritrovato la via del gol, segnando una doppietta, controllando poi la sterile reazione degli amaranto che, comunque, avrebbero meritato di segnare almeno un gol.


L'Arezzo perde così la sua imbattibilità esterna che durava da inizio campionato, e che ciò avvenisse a Pisa, non era poi così innaturale.


La dirigenza pisana ha messo ha disposizione di Rino Gattuso una formazione di tutto rispetto, una sforzo economico in estate ed anche a gennaio, e l'obiettivo dichiarato è la serie B, un onore ma anche un onere per l'ex giocatore milanista.


L'Arezzo è tutto l'opposto, squadra creata grazie a quel conoscitore della categoria che è Capuano, ma con un budget limitato, una disponibilità economica che ha imposto paletti, alcuni insormontabili, e nonostante questo gli amaranto sono una formazione di tutto rispetto.


Questa è la differenza attuale tra Arezzo e Pisa, il calcio non è assolutamente una scienza esatta, ma alcune logiche ancora riesce a concederle.


Mister Ezio Capuano ha deciso di gocarsi a viso aperto la sfida di Pisa, schierando una squadra sbilanciata in avanti, per cercare di arretrare il baricentro del gioco nerazzurro.


Ed i primi venti minuti sembravano avvalorare questo atteggiamento tattico, partita equilibrata e Pisa che, al di là di uno sterile possesso palla, non riusciva a creare apprensione nella retroguardia amaranto.


Poi il gol che spezza gli equilibri in campo; Capece sbaglia un disimpegno, palla a Ciani che, nonostante dal limite dell'area lascia partire un tiro radente, non irresistibile, ma che va ad infilarsi a fil di palo alla sinistra di un Baiocco apparso in leggero ritardo.


La rete mette le ali al Pisa, mentre l'Arezzo fatica a riorganizzarsi ed a pochi minuti dalla fine del primo tempo, la difesa amaranto, in blocco, sbaglia i tempi della risalita consentendo a Cani di trovarsi solo davanti a Baiocco, che viene superato dal tocco vellutato dell'attaccante.


Partita virtualmente chiusa; Capuano nella ripresa cerca di dare la scossa alla squadra effettuando i cambi Varano-Feola e Defendi-Mendicino, ma a parte un colpo di testa a fil di palo di Madrigali dopo cinque minuti ed il sinistro di Panariello che termina fuori di poco a fine partita, l'Arezzo non riesce ad avere quella reazione rabbiosa e di carattere necessaria per tentare la difficle rimonta.
Un passo indietro, tenendo sempre a mente che giocavamo contro una delle migliori squadre del girone; alcuni elementi sono apparsi sottotono.


L'esordio di Mendicino è stato impalpabile, con tutte le attenuanti del caso, bomber Greco ha avuto pochi palloni giocabili e Tremolada è sembrato accusare la vetrina dell'Arena Garibaldi, cercando virtuosismi fini a se stessi e poco utili alla causa amaranto.


Segnali negativi anche dal reparto difensivo, apparso lento, impacciato e tale da concedere a Cani, nonostante la sua lentezza, di liberarsi al tiro in due situazioni che hanno determinato il risultato.


Archiviamo questa sconfitta, indolore, e guardiamo avanti; la squadra ha ampi margini di miglioramento, la classifica mette al riparo da problematiche legate ai play out, mentre le speranze di una classifica medio-alta sono rimaste intatte.


Sabato pomeriggio si ritorna al Città di Arezzo per affrontare il Savona, per riprendere la marcia, perchè Pisa sia ricordata solo come un incidente di percorso.

 

Riccardo Bonelli





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