AREZZO... CHE PECCATO!

AREZZO... CHE PECCATO!


Un primo tempo dominato, poi un calo atletico e stavolta le sostituzioni non convincono.

 

Un pari a L'Aquila, contro una squadra che pochi punti aveva concesso alle avversarie ci poteva stare.


Al termine dei novanta minuti la rabbia e la delusione per non essere usciti con i tre punti dal "Tommaso Fattori" è tanta.

Tra andata e ritorno abbiamo racimolato un solo punto, contro i sei che erano alla nostra portata.


Si ha la sensazione palpabile di aver gettato al vento la vittoria e relativamente  c'entra il rigore fallito da Tremolada sul nostro vantaggio, a primo tempo terminato.


L'Arezzo aveva dominato la squadra di casa, consentendogli poco o nulla, un possesso palla che mai avevamo registrato quest'anno, un gran gol del nostro numero dieci, altre occasioni fallite per poco e comunque per una colpevole assenza delle due punte, oggi ancora più inconsistenti di altre volte.


Tremolada dal dischetto fallisce il raddoppio ma si va negli spogliatoi con tanto ottimismo.
Ottimismo che cresce di minuto in minuto, perchè nella ripresa l'Arezzo, pur concedendo inevitabilmente campo agli abruzzesi,  poco rischia e poco crea, colpevolmente, perchè il rischio che un episodio isolato dal contesto della partita, visti i precedenti, potesse cambiare le sorti dell'incontro, si è puntualmente materializzato.


Prendere gol, a 15 minuti dalla fine, consentendo a Sandomenico di involarsi solo soletto verso la porta amaranto, facendosi beffa dei due centrali, una passerella di venti metri, conclusasi con un tocco, sull'uscita disperata di Baiocco, che manda il pallone in rete è inconcepibile e avrà fatto venire un attacco di bile ai tifosi presenti e a Mister Capuano.


Peccato, perchè la squadra, almeno quella del primo tempo , ha dimostrato personalità, carattere e sagacia tattica, con il valore aggiunto di un Luca Tremolada ancora una volta decisivo (nel bene e nel male) , autentico leader indiscusso .


Purtroppo assieme alle note positive, ci sono anche quelle negative...altrimenti questa partita, convinzione mia personale, non l'avremmo vinta....L'AVREMMO STRAVINTA.


La prestazione di Bentancourt e di Cori è stata una delle peggiori stagionali; inconsistenti e poco lucidi sotto rete, hanno dato un apporto minimo alla squadra; sgombriamo il campo dalle valutazioni in base a quanto si lotta, a quanto si corre, a quanto si sgomita.


Gli attaccanti sono chiamati a finalizzare la mole di gioco (oggi tanta) prodotta dalla squadra, altrimenti si vanifica tutto.


Oggi è successo questo, e gli episodi del rigore sbagliato e dal gol subito in contropiede pesano come macigni, quando, invece, si sarebbero potuti declassificare a semplici occasioni di gioco, utili a riempire i tabellini.


Non hanno convinto nemmeno le sostituzioni attuate da Capuano; Gambadori e Pugliese sono entrati con il piede sbagliato in campo, così come Feola che invece in campo c'era fin dal primo minuto e ci è rimasto per tutti i novanta, confermando , purtroppo, che il giocatore di inizio campionato, dopo l'infortunio, è letteralmente sparito.


Guardando la classifica, il rammarico di non aver vinto aumenta in maniera esponenziale; sarebbe potuto essere un gran balzo in avanti, cambiando gli obiettivi stagionali.


Non devono cambiare, invece, gli obiettivi di mercato; l'Arezzo attuale ha una intelaiatura di prim'ordine su cui Capuano può lavorare; la squadra ha però dei limiti strutturali, attaccanti che giocano costantemente con le spalle alla porta, non potranno essere mai dei goleador ed allora costruire tanto per ottenere poco evidentemente porta poco lontano.


Poi c'è il problema dei rincalzi che non hanno risposto quasi mai presente quando sono stati chiamati in causa; una panchina costruita con elementi affidabili consentirebbe a Mister Capuano  maggiori soluzioni tattiche e tecniche.


Tempo per fare gli aggiustamenti dovuti ce n'è abbastanza, senza fretta e senza acqua alla gola, perchè l'Arezzo c'è, i risultati pure e l'aver confermato l'imbattibilità esterna che dura da inizio campionato è segno di grande personalità.


Il rammarico per il risultato di parità è tanto, eppure abbiamo pareggiato in un campo ostico contro una squadra ostica, per cui, una buona prestazione, ma qualcosa, sicuramente, non ha funzionato.


Stiamo diventando incontentabili? Forse, ma il campo, oggi, questo ha detto.....

 

Riccardo Bonelli





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