AREZZO...SPORTELLO UFFICIO RECRIMINAZIONI.... MA NON SOLO

AREZZO...SPORTELLO UFFICIO RECRIMINAZIONI.... MA NON SOLO


In attesa della capolista, facciamo un giochino.


Premesso che so perfettamente che con i se e con i ma avanti non si va e che quello che sarebbe potuto essere ma non e' stato e' solo aria fritta, voglio provare ad immaginarmi lo scenario se:


Avessimo pareggiato (e sto strettino) contro l'Aquila, avessimo vinto con il Pisa, avessimo vinto a Teramo, avessimo vinto a Pistoia, avessimo pareggiato con la Lucchese (sempre strettino) , avessimo vinto contro la Lupa Roma.


Facendo un rapido conteggio, avremmo dieci punti in piu, rimodellando la classifica, saremmo quarti in classifica a cinque punti dalla capolista.


Esame troppo ottimistico dei punti persi?


Ok, dimezziamoli, diciamo che ci mancano solo cinque punti; classifica buona con venti punti a ridosso dei play off.


E' solo una ipotesi, una analisi dei punti persi per strada, un modo per dire che l'Arezzo di questa stagione vive di recriminazioni continue.


Come e' fuori di dubbio che gli infortuni a catena di giocatori cardine hanno impedito a Mister Capuano, di lavorare su un undici di base, quello visto nelle prime giornate, e che aveva dato segnali piu' che confortanti rendendo ottimistici i commenti di tutti.


Non solo, il loro ritorno in campo ci ha riconsegnato giocatori completamente diversi nel rendimento; Carlini e Feola pre infortuni e post infortuni sembrano non essere gli stessi giocatori. Defendi, nei piani del Mister doveva essere la spalla ideale di Sacha Cori, quella che non ha dimostrato di essere, ahime' Bentancourt.


Il vocabolario italiano definisce il recriminare un ripensare con rammarico o stizza ad avvenimenti passati, calzante a pennello in casa amaranto.


Indubbio, comunque, che a volte recriminare serve anche a nascondersi dietro a ben altre problematiche.


Perche' l'Arezzo di Capuano ha anche problemi tecnici, tattici, caratteriali con l'aggiunta di un rendimento inferiore a quanto preventivato di alcuni elementi.


Un Arezzo che puo' vantare una imbattibilita' esterna, unica squadra assieme alla Feralpi Salo', nel panorama delle 54 squadre che compongono la Lega Pro, non puo' essere sottaciuta e commentata positivamente.


Di contro, una squadra affetta da pareggite, nell'era dei tre punti a vittoria, ha il passo della tartaruga in classifica e che il Citta' di Arezzo, quest'anno, sia stato violato gia' tre volte con una sola vittoria, fa scivolare gli amaranto al penultimo posto dei punti casalinghi.


Ad esempio, se ci limitassimo ed isolassimo la partita di domenica, potremmo parlare di tre punti sfuggiti per un Di Bari qualunque che compie il gesto della sua vita..che se ci prova e riprova batte solo tante di quelle schienate...........(e traumi cranici...)


Invece, messa nel contesto della stagione dell'Arezzo, a Pistoia è come se avessimo perso..... perso due punti, gli ennesimi, persa l'occasione, .... io ho definito il primo tempo, un prolungamento del riscaldamento. Ma non muovo nessuna critica alla squadra, ma a tutti i protagonisti dei primi 45 minuti.

Gli uni (la Pistoiese) di più sembravano non potessero fare.
Gli altri (l'Arezzo) si è adeguato e non è riuscito a cogliere il momento giusto per aggredirli, per aggiungere paura a paura......


Sono i limiti caratteriali di questa squadra, che ancora deve capire che bisogna cercare di giocare con concentrazione per novanta minuti e soprattutto non scordarci di non abbassare la guardia perchè  le partite durano anche oltre il novantesimo, solo pochi minuti. , ma fino ad ora letali per la formazione amaranto.


La squadra si è fatta rimontare ben sei volte, troppe, per parlare solo di sfortuna, recriminazioni, assenze; si deve andare ben oltre nell'analisi di questo dato, ed allora spuntano fuori cali di concentrazione, mancanza di personalità, una rosa che non può permettersi infortuni e squalifiche, perchè i giocatori su cui Capuano può contare veramente (basta vedere i minutaggi di ciascun giocatore) sono ridotti all'osso e i movimenti di gennaio dovrebbero confermare quanto sopra.


Fino ad allora la squadra è questa, ci sono da affrontare, in rapida successione Spal e Maceratese, le prime due della classe, due scogli mica da ridere a cominciare dalla formazione di Mister Leonardo Semplici attuale capolista e con un ruolino di marcia esterno che parla di quattro vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta, che scenderà al Città di Arezzo agguerrita.


Come agguerrito, determinato e concentrato dovrà essere l'Arezzo al cospetto del proprio pubblico; solo in questo modo potremo lottare ad armi pari con la formazione estense.


Un mix di prestazione prendendo il meglio delle partite giocate dagli amaranto con L'Aquila e Pisa, al netto della sfortuna, dovrebbero bastare ampiamente per avere buone possibilità di conquistare tre punti pesantissimi.


Questo il presente; il futuro appare nebuloso, complice la scarso o inesistente canale di comunicazione tra Presidente e tifoseria amaranto.


Sapere le strategie societarie in vista del mercato, gli obiettivi, il budget messo a disposizione, servirebbe a diradare quella coltre di nebbia creata; la stagione non sta andando come preventivato, anche al netto delle tante recriminazioni, ci sono i limiti di una rosa incompleta e corta e ci dovranno essere, necessariamente dei tagli per poter reintegrare l'organico con elementi che possano aumentare il valore tecnico a disposizione di Capuano.


Va bene lavorare sotto traccia, ma qui c'è da completare una squadra, non costruire una metropolitana.......


Ultima annotazione; contestare Ezio Capuano mi sembra eccessivo, basterebbe il lavoro compiuto (e non parlo solo sul campo) l'anno passato per capire che ieri è stato, oggi è, l'uomo giusto per lavorare in prospetiva futura, ammesso che sia messo in condizioni di farlo, magari facendo uno sforzo economico per non fare solo e soltanto di necessità, virtù.


Puo' apparire teatrale, eccessivo, estremo, dissacratorio quanto volete, ma non è mai banale, mai diplomatico dicendo sempre tutto quello che pensa, ma è un uomo che vive di calcio e vive per il calcio, dedicando all'Arezzo e ai suoi ragazzi tutto il tempo che nelle ventiquattrore di una giornata gli è disponibile al netto delle ore di riposo notturno.


Le recriminazioni, adesso, servono  a poco, se non ad aumentare i rimpianti... ma le abbiamo, inutile ignorarle se vogliamo fare una analisi veritiera della stagione amaranto, basta che non diventino alibi.

Io, inguaribile ottimista, penso che la capolista Spal domenica. troverà pane per i suoi denti... e lo scrivo in tempi non sospetti....io, magari fuori dai tempi di oggi, non sono per vedere quello che c'è da buttare, ma quello che c'è da salvare...

 

Riccardo Bonelli





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