L'AREZZO TORNA DA SIENA CON UN PUNTO, CON QUALCHE RAMMARICO E CON QUALCHE MOTIVO IN PIU' PER ESSERE OTTIMISTI

L'AREZZO TORNA DA SIENA CON UN PUNTO, CON QUALCHE RAMMARICO E CON QUALCHE MOTIVO IN PIU' PER ESSERE OTTIMISTI


Il solito regalo difensivo regala il vantaggio al Siena. Nella ripresa con i bianconeri in 10 l'Arezzo pareggia e prova a vincere.

 

il derby sentitissimo con il Siena, era una trasferta temuta, una partita da vincere o, in ultima analisi, da non perdere assolutamente.


E' uscito un pareggio, il settimo, che, viste come sono andate le cose, lascia un po' di amaro in bocca per non essere riusciti a dare il colpo di grazia ad un Siena che ha finito la partita in evidente difficoltà e che, in dieci, si era fatto riacciuffare dagli amaranto dopo aver ringraziato per il regalo di Natale anticipato confezionato da Baiocco e compagnia.


Facile analizzare a grandi linee la partita degli uomini di Capuano che è un po' il riassunto di questa stagione; difesa granitica ma che paga a caro prezzo ogni errore, e siamo nell'ordine del novantanove virgola nove per cento i casi in cui i nostri avversari sono riusciti ad approfittare di alcune leggerezze difensive.


Di contro in fase offensiva, per partorire un gol dobbiamo sbagliare l'inverosimile, diciamo l'uno per cento?


Ma da Siena sono arrivate risposte positive, a livello fisico, di squadra, caratteriale con alcune individualità di spicco.


Un nome su tutti è quello di Tremolada, la migliore prestazione in maglia amaranto, presente in tutte le azioni, sempre propositivo, dai suoi piedi sono partiti lanci più o meno invitanti, ma il gioco passava sempre dai suoi piedi, fisicamente in crescita esponenziale e la ciliegina sulla torta è il suo gol, quello del pareggio, quello scaccia incubi, quello che ha consentito all'Arezzo di evitare una sconfitta che avrebbe avuto il sapore della beffa.


Un pallone messo all'angolino in maniera chirurgica, un gioca da ragazzi per uno come Tremolada che alla palla da del tu.


Il primo tempo aveva visto una leggera supremazia territoriale del Siena che si affidava principalmente a lunghi spioventi che sulla carta avrebbero dovuto permettere a Bonazzoli di creare i presupposti per le azioni pericolose dei bianconeri.


Purtroppo per lui e per Mister Atzori, i due centrali difensivi dell'Arezzo Panariello e Monaco, gli hanno concesso poco e nulla, inaridendo il gioco offensivo nonocorde  del Siena; solo una occasione quando Bonazzoli ha sparacchiato a lato da buona posizione.


L'Arezzo ha giocato sempre con concentrazione, un pressing efficace e senza disdegnare la fase offensiva, tant'è che prima Cori si vede respingere il tiro sulla linea da un difensore senese, poi Madrigali, in azione solitaria, si presenta davanti a Montipò ma al momento del tiro a botta sicura viene contrastato efficacemente da un recupero alla disperata di un difensore avversario.


A pochi secondi dalla fine del primo tempo l'Arezzo confeziona la frittata, quando una spiovente di Burrai trova impreparata la difesa, trova Baiocco a metà strada tra l'uscita e lo stare in porta e Sacilotto non ha difficoltà a depositare in rete.


Per l'Arezzo attuale, viste tutte le situazioni negative che ne hanno accompagnato gli ultimi mesi, poteva essere il colpo del KO.


Mister Capuano (squalificato ed in tribuna) cambia assetto tattico alla squadra, togliendo un Gambadori evanescente ed inserendo Bentancourt ad affiancare Cori con Tremolada a ridosso.
Il Siena, dopo undici minuti rimane in dieci, complice l'espulsione di Celiento per doppia ammonizione e la spinta offensiva amaranto cresce in maniera direttamente proporzionale all'arretramento del baricentro del Siena.


Ma l'Arezzo, anche con l'uomo in più stenta ad approfittare della nuova situazione tattica, insistendo su spioventi destinati a Cori ma preda, quasi sempre dei difensori bianconeri.


L'inserimento di Masciangelo in luogo di un Carlini ormai in riserva dà i suoi frutti ed al minuto 29 gli amaranto raggiungono il meritato pareggio; cross di Brumat, inserimento e controllo in area proprio di Masciangelo che appoggia per Tremolada che aveva seguito l'azione e che trova l'angolino imparabile per Montipò.


I quindici minuti finali vedono le due squadre accontentarsi del pari; forzatamente per il Siena che nel secondo tempo ha superato la metà campo poche volte e con la stanchezza che nel finale si è fatta sentire. Volutamente per l'Arezzo che, pur presidiando senza problemi la trequarti senese, non ha forzato più di tanto lo sbilanciarsi in avanti


Ecco, se un appunto possiamo fare agli uomini di Capuano, è quello di non aver osato di più, con più cattiveria nel finale con il Siena alle corde. Ma evidenti, saranno stati, nelle teste dei giocatori i pensieri delle partite perse o pareggiate nei minuti finali, non ultima la ferita ancora aperta dell'incontro casalingo con la Lucchese.


Un Arezzo in ripresa e che ha dimostrato anche oggi pregi e difetti ormai noti, quelli su cui Capuano dovrà lavorare da qui a gennaio, quando sarà tempo di correttivi.

 

Riccardo Bonelli





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