EZIOLINO L'ARETINO, ASPIRANTE BOTOLO RINGHIOSO...

Fate mente locale, quando e' stata l'ultima volta che avete visto l'Arezzo giocare un bel calcio?
Da quanto tempo non inneggiavate ad un allenatore?


 Quando e' stata l'ultima volta che l'anno dopo avete visto lo stesso tecnico sedere nella panchina amaranto?


Sicuramente lo zoccolo duro...ma forse anche qualcuno dei diecimila presenti ad Arezzo-Varese, avra' risposto a queste domande, magari dovendo andare a rovistare nel cassettino dei ricordi amaranto.


Adesso rispondete facendo nome e cognome della persona che sta riportando in voga il passato amaranto, quello fatto di emozioni, passione, adrenalina allo stato puro ogni volta che i giocatori in maglia amaranto sbucano dal tunnel del Comunale.


Ezio Capuano, di professione allenatore, manager, uomo immagine, scudo protettivo per chi lo ama, Rambo, armato fino ai denti per difendersi, difenderci, difenderli.
Prendere o lasciare, lui fa di tutto per farsi amare, ma non fa nulla per non farsi odiare, anzi, provocatorio fino all'eccesso, provocato fino all'eccesso.


Ma piano piano, stiamo conoscendo il nuovo Capuano, anzi stiamo cominciando ad apprezzare l'uomo che si nasconde dentro una corazza, necessaria, nel corso degli anni per affrontare gli infuocati campi del Sud, belli, gremiti, con la passione che trasuda da tutti i pori, ma terribilmente battaglieri, ambienti che sembrano polveriere e dove Capuano non vestiva certo le vesti del pompiere.... alle sue conferenze stampa c'erano sempre i piromani di turno..... e riuscivano sempre nel loro intento.


Eziolino e' uomo di calcio a trecentosessanta gradi, il calcio e' la sua professione, il suo hobby, il suo amore, il suo giocattolo preferito, il suo miglior modo di essere e di presentarsi.


Oltre a una conoscenza tattica sterminata il tecnico campano-aretino si fa notare per una personalità estremamente vivace, una lingua più che tagliente e una considerazione  di se' (Capuano mi consentira' la battuta) inversamente proporzionale alla sua altezza.

 

Non riesco a vedere Capuano fare un altro mestiere, ma nemmeno fare l'allenatore in un altro sport.
Con lui l'Arezzo sta scoprendo nuove dimensioni, nuovi modi di interpretare il ruolo di allenatore, che piu' si avvicina ai modelli di manager coordinatore di tutto il settore tecnico; un punto di riferimento unico per tutti i tecnici che gravitano nell'Arezzo calcio, primo fra tutti, il nuovo settore giovanile nato dal nulla ma che sta cominciando gia' a dare i primi frutti


Ma nello stesso tempo Capuano ha scoperto che  ad Arezzo si puo' fare calcio, si puo' tornare a poter esprimere e mettere in pratica tutti gli schemi tattici, moduli, situazioni di gioco, che la sua sapienza calcistica maturata nel corso degli anni ma sacrificata dall'animus pugnandi prevalente sulle capacita' tecnico-tattica, veniva da essa soffocata e repressa.


Un anno di assestamento, per conoscere e farsi conoscere, poi il passo decisivo. Costruisce la squadra con un budget limitato, ma onesto e consono alla possibilita' economica del Presidente Ferretti. Ma soprattutto sceglie i giocatori con cognizione di causa, avendo gia' in testa, magari non i nomi, ma la tipologia di giocatore e, non di secondo piano per il Capuano-pensiero, la tipologia di uomo
.
Non si nasconde, non nasconde i propri sentimenti verso Arezzo e gli aretini, in cuor suo, vorrebbe sempre vincere anche solo per il piacere personale di occupare la ribalta, essere osannato, chiamato a gran voce, amato, per poter correre verso la Minghelli perche' lui vive di forti emozioni, che per rimanere tali, devono essere continuamente alimentate.


Ecco perche' e' un moto perpetuo, cinquanta anni di vitalita' sopra la media, a volte, come dice lui, al limite dello strapazzo.
Questo e' Eziolino l'aretino......


E fidatevi, se lo dico io, vero mister?


Ed allora, due partite, due derby da giocare al Città di Arezzo, con Carrarese e Prato...vogliamo continuare a vedere ancora Capuano nella sua corsa sfrenata verso la Minghelli? Vogliamo strappazzarlo come piace a noi e come piace a lui?


ALLO STADIO PER VIVERE L'AREZZO....ALTRI MODI, IO NON CONOSCO...

 

Riccardo Bonelli





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