AREZZO KO, DOMINIO E SCONFITTA, GIOIRE O MALEDIRE?

Minuto 94, me ne resto immobile nella mia postazione, attonito, assisto all'omaggio che il pubblico aretino fa alla propria squadra, applaudo anche io, ma con lo sguardo nel vuoto, incapace di credere all'epilogo dell'incontro..... e sì che sono 51 ann che seguo l'Arezzo.....


E' finita nel modo piu' assurdo, il piu' bell'Arezzo degli ultimi cinque anni , l'Arezzo piu' bello dell'era Capuano, che ha letteralmente dominato, preso a pallonate l'Aquila, colpito due pali e sfiorato il gol ripetutamente perde un incontro che stava concludendosi con uno zero a zero pieno di recriminazioni da parte amaranto.


Invece gli abruzzesi, con il secondo tiro in porta in novanta minuti, con una punizione da 30 metri trovano tre punti che vanno dalla parte sbagliata e che in casa amaranto gridano vendetta.
Il più bel primo tempo dell'era Capuano.


E' stata questa l'impressione dopo 45 minuti giocati molto bene dagli amaranto, con fraseggi e buon possesso palla e le occasioni da rete, purtroppo non finalizzate , non sono mancate...e ci è messo pure il palo.


L'Aquila, buona squadra e temibile in fase offensiva, si è vista solo in una occasione, con Sandomenico, ma Baiocco ha confermato di essere un degno erede di Benassi... o almeno credevo.


Nella ripresa l'Arezzo ha accentuato ancora di più la pressione offensiva, costringendo L'Aquila costantemente nella propria metà campo, impedendogli qualsiasi ripartenza.
Occasioni a ripetizione per l'Arezzo, cui è mancata la cattiveria sotto rete.


Non si spiegano altrimenti i molti palloni vaganti a pochi passi dal portiere e che gli avanti amaranto non sono riusciti a spingere in rete.


Ma quello che ha impressionato positivamente oggi è stato il gioco che è stato in grado di produrre gli uomini di Capuano.
Difesa impeccabile, con Monaco a giganteggiare su ogni pallone ed un Panariello attento a dirigere il suo reparto.


Centrocampo in cui fosforo e prestanza atletica si fondo in una unione perfetta, filtro che non ha permesso, specie nella ripresa, nessuna possibilità di ripartenza ospite e ispirazione continua per gli attaccanti che hanno solo difettato negli ultimi cinque metri o si son o visti negare la gioia del gol da due pali maledetti.


Bisogna essere stati presenti allo stadio, assistere alla prestazione della squadra di Capuano, per capire l'amarezza per questo risultato.


Il secondo tempo è stato un monologo amaranto; L'Aquila si è difesa nella propria metà campo e nonostante tutto l'Arezzo non si è fatto imbottigliare, ha continuato la sua manovra avvolgente, ha costretto gli abruzzesi ad un faticoso ed affannoso lavoro di tamponatura, ma solo la fortuna e la dabbenaggine di Bentancourt (doppia) ha permesso loro di non capitolare.


E quando i rossoblu sembravano un pugile suonato, sull'orlo del KO, ecco il colpo della domenica, quello che riesce una volta su cento e che manda al tappeto L'Arezzo.


Una punizione evitabilissima causata da Bentancourt, che pochi minuti prima aveva sbagliato un gol che sembrava ormai fatto, il quale commetteva un inutile fallo a trenta metri dalla porta.


Bensaja, eravamo alla scadere del recupero, tenta la conclusione a rete, il secondo tiro in porta di tutta la partita; palla velenosa all'incrocio dei pali, Baiocco colpevolmente in ritardo, e la delusione finale e la consapevolezza che il calcio non è assolutamente una scienza esatta.


Peccato, perchè gli ingredienti per una bella giornata amaranto c'erano tutti, il nuovo progetto della tribuna aveva riscosso consensi, l'organizzazione era perfetta, l'Arezzo aveva disputato una delle migliori partite viste al Città di Arezzo negli ultimi cinque anni; è mancata la ciliegina sulla torta...tre punti meritatissimi si sono trasformati in una amara sconfitta.

Ma il futuro, se l'Arezzo è questo, non potrà che essere roseo, anzi amaranto!

 

Riccardo Bonelli





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