ADESSO C'E' ANCHE LA MATEMATICA, IMPRESA DELL'AREZZO!! MA.........

Come è possibile che un manipolo di gentiluomini settore Tribuna, diciamo, tre, quattro, forse dieci? possa, debba diventare la voce altisonante del tifo aretino?

Perchè possono rovinare una festa, rovinare un rapporto con squadra, tecnico e società forti del diritto di insulto solo perchè hanno pagato il biglietto?


Perchè il grido al termine del primo tempo , "ANDATE AL MARE..ANDATE AL MARE" lo hanno sentito indistintamente tutti, il pubblico, i giocatori, i dirigenti della società, ma soprattutto li ha sentiti Ezio Capuano.


Il malore del tecnico è in parte causato dalla corsa senza freni dopo l'uno due micidiale che ha consentito al novantesimo di ribaltare il risultato, verso la sua curva, ma è stata anche la tensione accumulata dopo aver sentito quelle urla, quasi disumane, verso i suoi giocatori, una coltellata al petto per una persona che aveva raggiunto un traguardo impensabile, che aveva fatto risorgere il cavallino, conquistando una salvezza anticipata ed una classifica da sballo, con un settimo posto che deve renderci orgogliosi e che ci pone un domani che per quattro anni, nemmeno avremmo sognato.


Ma perchè questo loro potere, questi signori non lo usano per altri scopi, per rendersi la vita meno monotona e deprimente, ed un consiglio, spassionato, che commentino solo al novantesimo.... anzi dopo l'esperienza di oggi, solo al fischio finale dell'arbitro!


Avrebbero fatto più bella figura evitando di rovinare la festa ad una intera città, ai giocatori, e forse evitando anche che Capuano si sentisse male.


Gambadori, capitano e portavoce della squadra, si è sentito offeso e deluso da quelle grida che purtroppo, fanno vergognare un po' tutti.


Meno male che c'è la Curva Minghelli ed i suoi ragazzi, novantacinque minuti di sostegno incessante, non un minuto per rifiatare, e la corsa liberatoria di Ezio era dedicata solo e solamente a quei ragazzi, che il resto andasse......al mare!


L'Arezzo, con la vittoria tutto cuore contro il Monza conquista matematicamente la salvezza, anche se era un dato oramai acquisito da settimane, occupando la settima posizione; forse quei signori non avranno capito ed allora lo ripeto, salvezza e settimo posto.....


Una partita che non ha annoiato, specie nel finale; il Monza è stato avversario tenace, mai arrendevole, combattivo, onore ai brianzoli e a Mister Pea per la dignità che stanno mettendo nel loro lavoro, esportando i veri valori dello sport.


Primo tempo bruttino, con il Monza che chiude in vantaggio il tempo con l'unico tiro in porta, quello di Pessina al minuto numero nove.


L'Arezzo avrebbe due ghiotte occasioni, purtroppo capitano sulla testa di Montini, che spreca, come oramai gli capita spesso, due palloni d'oro messi sulla sua testa.


Uno degli episodi chiave dell'incontro è l'espulsione del biancorosso Carbonaro che si fa beccare, ingenuamente, dall'arbitro in un fallo di reazione su Gambadori; Zanonato non ha esitazioni e mostra il cartellino rosso al giocatore brianzolo che con il suo gesto inutile e poco intelligente lascia la sua squadra in dieci.


Il Monza riesce, comunque a chiudere tutti i varchi e va al riposo in vantaggio e con l'appoggio di alcuni spettatori che accompagnano l'uscita degli amaranto invitandoli ad andare tutti a Riccione o zone limitrofe.


Nella ripresa l'Arezzo cambia volto, diventa aggressivo, costringe il Monza ad un arretramento costante che porterà gli uomini di Pea a costruire un fortino attorno al portiere Chimini.


Ma i fortini, quasi sempre, sono destinati a cadere, ad essere demoliti e così è stato; la mossa di Mister Capuano di portare la difesa a quattro e giocare con due fantasisti e Gambadori a sostegno costante dell'azione offensiva, ha costretto il Monza a doversi difendere non solo per vie centrali ma anche sulle fasce dove il gioco amaranto trovava facili sbocchi per andare al cross.


Una traversa di Brumat dai trenta metri e tante mischie in area lombarda, il pallone non ne voleva sapere di voler entrare; poi, come nei racconti a lieto fine, ecco la mossa vincente (e fortunata) che ha un nome e cognome, quello di Niccolò Mariani, classe 1996 che entra a cinque minuti dalla fine, ma quel tanto che basta a raccogliere una pennellata di Horacio Erpen e, di testa, mettere la palla alle spalle del portiere con una fantastica girata. In un minuto riesce a fare quello che altri non hanno saputo fare in..... boh, fate voi il conto.


Basterebbe e avanzerebbe per cominciare i festeggiamenti per la salvezza raggiunta, ma l'Arezzo va oltre e due minuti dopo conquista la vittoria con Panariello che raccoglie un pallone appoggiato di testa in area da Villagatti e batte per la seconda volta Cimini.


L'urlo liberastorio della Minghelli, la corsa sfrenata di Ezio Capuano e poi, il fischio finale, il malore del Mister e la festa macchiata da quegli inviti balneari ai giocatori.


Ma Arezzo e gli aretini son ben altra cosa e Mister Capuano, a cui vanno i nostri migliori auguri di una pronta ripresa, lo sa bene.... per fortuna!!

 

Riccardo Bonelli





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