IL CITTA' DI AREZZO E' DI NUOVO NOSTRO, LA MINGHELLI VERSO GLI ANTICHI SPLENDORI.

Brutto, malandato, in condizioni precarie, senza manutenzione, scomodo, lontano dal campo con una maratona stile peggior stadio albanese e chi più ne ha più ne metta...


Ma è il mio stadio, e come tale, al Comunale (preferisco chiamarlo così) ci sono affezionato, innamorato, è la mia casa (bella o brutta che tu sia tu mi sembri una badia), il ritrovo con i miei amici per condividere gioie e dolori, la mia sala da ballo (quando l'Arezzo segna), il mio teatro dove mi godo lo spettacolo che settimanalmente, sotto la attenta regia di Eziolino Capuano, recitano gli amaranto.


Quattro anni di serie D, il Comunale, che negli anni passati aveva ospitato Juventus, Milan, Napoli,Lazio, Fiorentina e tante e  tante altre squadre blasonate per sfide impossibili ma belle, impossibili solo all'inizio e concluse con l'estasi finale, avvincenti, al cardioplamo, decibel del tifo alle stelle e gara di coreografie con la tifoseria avversaria..  di colpo si trova ad ospitare realtà che avremmo voluto nominare solo di striscio ed invece si materializzavano come incubi ,  arando il prato calpestato da Maradona, Pilleddu, Abbruscato, Inzaghi, Buffon, Costacurta, Menchino Neri, Trezeguet, Del Piero, Spinesi, Pasqual e tanti e tanti altri campioni.


Di colpo il Comunale era diventato terra di conquista, incubo? sì, ma dei nostri giocatori che a detta di chi doveva giustificare prestazioni sconcertanti (quante? tante, troppe) incuteva terrore, la maglia? pesava troppo (ma non certo per il sudore), giocare in trasferta era per tutti, una liberazione.


Non la pensa così Mister Capuano, non la pensano così i suoi giocatori, anzi, adesso il Città di Arezzo è un fortino quasi inespugnabile, giocare in casa, per l'Arezzo è tornato ad essere un grosso vantaggio, per le avversarie un grattacapo mica da poco!


E di incanto la Curva Minghelli è tornata agli antichi splendori; popolata, festante, determinante è la sua spinta di incoraggiamento nei momenti difficili, determinante come un metronomo che detta i tempi alla squadra, e soprattutto con un tifo incessante, tanta benzina in più per l'Arezzo di Capuano che trae energie supplementari da questo perfetto connubio tra squadra e tifo.


Torna ad essere una bellissima immagine il saluto finale tra giocatori  e curva, è tornato l'amore per l'Arezzo grazie, soprattutto, alla tenacia, alla dedizione al lavoro, al rispetto verso gli aretini di un uomo  che di cognome fa Capuano, di nome Ezio, detto anche Eziolino.....


Brutto quanto vi pare, ma l'appuntamento con  l'Arezzo al Comunale non me lo perderei per nessuna ragione  al mondo!

 

Riccardo Bonelli





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