APOTEOSI, IMPRESA, MA NON PARLIAMO PIU' DI MIRACOLO.


Terza vittoria consecutiva casalinga, nove punti di una importanza tale che parlare di impresa è solo una logica conseguenza per chi era allo stadio con il Renate, con il Mantova, con il Bassano.


Tre vittorie per uno a zero, ma ognuna diversa dalle altre, l'Arezzo di Capuano non gioca  fotocopiando le prestazioni, ma adeguando la gara con studio approfondito di chi gli amaranto hanno di fronte.


Camaleontici, stesso modulo caro a Capuano, ma mille sfaccettature nell'interpretarlo.
I tempi li detta l'Arezzo, l'avversario sia che si chiami Renate e lotti per la salvezza, sia che si chiami Bassano e lotti per la B al Città di Arezzo si deve adeguare, comanda la Capuano's Band.


E quando tutti e quattordici i giocatori lottano all'unisono, giocano seguendo i codici del condottiero allora, come dice Tonino Asta, giocando contro l'Arezzo, quasi mai fai bella figura.
Ho negli occhi l'immagine della terza corsa sfrenata di Capuano verso la Minghelli; in settimana lo avevo invitato ad allenarsi, perchè il rischio della terza volatona al limite dello strapazzo verso lo stadio che lo acclamava, non volevo gli arrecasse danni. Eziolino, non hai più ventanni, benedetto figliolo!!


Ma nella mente rimangono impressi anche i festeggiamenti con i giocatori; splendido il teratrino finale con la curva e la tribuna che hanno fatto a gara a chiamare alla ola i giocatori che si sono prestati alla gag con un entusiasmo tale che è il segno tangibile di come questa squadra sia un gruppo unito, coeso e di giocatori, a dirla come Capuano, dalla piu' alta moralità (a parte lo strep tease finale....)


La partita con il Bassano era preannunciata di quelle con il bollino rosso; il valore degli avversari, la loro classifica, la loro propensione offensiva facevano presagire  al Città di Arezzo un incontro in cui gli amaranto avrebbero dovuto rintuzzare le offensive giallorosse.


Così è stato solo per una quindicina di minuti in cui l'Arezzo sembrava in una sorta di timore reverenziale verso la squadra di Mister Asta; ed in quel frangente ci ha pensato Massimiliano Benassi, di professione portiere, a dare una scossa ai suoi compagni e salvando il risultato con i soliti interventi a cui, noi, siamo oramai abituati e che per gli avversari saranno sembrati miracoli.
Ancora una volta gli assenti hanno avuto torto, quando mai assisteremo ad una tripletta così entusiasmante; ma il tifo non è mancato, nei momenti di difficoltà era di incoraggiamento, poi il tripudio per il gol e, nel finale l'invito a non mollare e l'Arezzo lo ha fatto, non indietreggiando di un millimetro.


La spinta della Curva è elemento determinante, nel girone A ha pochi eguali e gli sguardi dalla tribuna dei tifosi veneti  verso la Minghelli erano di ammirazione.
Classifica bellissima, dicevamo, nono posto in classifica con una partita da recuperare, paura che da questa situazione possa derivarne un rilassamento non c'è, garantisce Eziolino Capuano!
Gran bella squadra il Bassano di Mister Tonino Asta, squadra che gioca a memoria e con alcune individualità di spicco; peccato che i giocatori abbiano voluto fronteggiare l'Arezzo sul campo dell'agonismo, Capuano non chiedeva di meglio.


Non mi si fraintenda, l'Arezzo non è solo corsa e agonismo, tatticamente è sempre ben messo in campo, ma affrontarlo dando sfogo ad un agonismo portato all'eccesso, come hanno fatto oggi i giocatori del Bassano.... ci si rimette le penne e forse anche il campionato.

Ultima annotazione, tutti bravissimi i giocatori amaranto, meritano un applauso comune; ma una citazione per Antonino Bonvissuto consentitemela; è l'emblema di questo Arezzo è l'uomo di Capuano.

Un centravanti la cui dedizione alla causa amaranto è totale, sta crescendo partita dopo partita, lotta, fa a sportellate con chiunque gli venga a tiro, prende e riceve botte in quantità industriale, attacca gli spazi, senza dare punti di riferimento agli avversari, il primo difensore nelle ripartenze degli avversari e una mano in difesa quando c'è da difendere il tesoro. Ma Antonino non è solo questo; tecnicamente è una spanna sopra i suoi compagni, la sua altezza e la sua stazza non gli impediscono dribbling stretti e giocate di classe. Vabbè, vogliamo chiedergli anche il gol? Magari Antonino....magari.....

 


Riccardo Bonelli
 





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