Mario Agnelli parla del passato, presente e futuro dell'Us Arezzo

Mario Agnelli. Intervista al Responsabile delle Relazioni Esterne dell’Arezzo
 

Mario Agnelli, il suo bilancio di questi primi mesi nell'Arezzo Calcio?
"Un bilancio senza dubbio positivo. Mi sono trovato quest’estate in una società che era in Serie D e nel giro di poche settimane grazie alla caparbietà del Presidente Ferretti, mi sono ritrovato ad essere Responsabile delle Relazioni Esterne e della Comunicazione di una società professionistica.Un salto di categoria meritato quanto insperato, che senza essere troppo romantici, si è basato più sulla capacità economica del Presidente che sul grande trascinamento della piazza."

 

A cosa si riferisce?
"Mi riferisco al fatto che quest’estate a volere il ripescaggio pareva tutta la città di Arezzo con buona parte della provincia. Stando alle risposte dico che l’Arezzo ha un buon numero di abbonati ma non ha un pubblico pari alle aspettative di questa estate. In più è cosa nota che il Presidente Ferretti con i suoi mezzi, ha da solo consentito il ripescaggio e l’allestimento di una squadra che potesse militare in Lega Pro. Come dicevo sopra, si è mostrato un uomo molto caparbio e deciso."

 

Cosa serve all’Arezzo per salvarsi?
"Continuare con la fame e con la voglia con cui tutte le componenti della società  hanno iniziato questa avventura, senza dare niente al caso e altrettanto senza dare niente per scontato. In questo il miglior interprete è senz’altro Eziolino Capuano che non vuole mai abbassare l’asticella della concentrazione facendo capire a tutti ogni secondo, che mantenere la categoria non è cosa scontata e facile.

 

Cosa manca a questa società secondo Lei?
"Cambierei la domanda; cosa ha questa società che le altre non hanno?. Intanto è una società che rispetto a molte concorrenti non si sta trascinando situazioni debitorie, che sa gestire il corrente in modo adeguato e proporzionato alle proprie capacità. Dopo anni di dilettantismo ha anche un settore giovanile che comincia ad essere degno di questo nome e della tradizione aretina. Poi per fare il salto di qualità tutto è migliorabile. Non avere contratti pluriennali con i nostri calciatori non lo considero affatto un gap. Oggi l’offerta di calciatori in un mercato globalizzato come quello che stiamo vivendo è molto superiore alla domanda. La dimostrazione siamo proprio noi, che dal ripescaggio avvenuto agli inizi di settembre, abbiamo allestito una squadra in una settimana o poco più, segno evidente che giocatori in giro se ne trovano sempre. Oggi i nostri calciatori a cui dobbiamo pur esser riconoscenti sanno che se ambiscono a proseguire il rapporto con l Arezzo, se lo devono conquistare sul campo."

 

E il mercato di riparazione dell’Arezzo come lo giudica?
"Un mercato intelligente. Il calciomercato mi ha sempre appassionato e anche qui ho una mia teoria. Trattare “top player” senza scomodare Cristiano Ronaldo, non sempre paga, ovvero non sempre si allestisce un buon gruppo con calciatori di grido.
L'Arezzo ha operato benissimo in uscita perché è riuscito a cedere calciatori non funzionali al modulo del Mister, i quali oltre a non trovare spazio rischiavano nel tempo di costituire un insidia allo spogliatoio. In entrata si è operato in modo altrettanto intelligente a partire da questa estate. Tutti sapevamo chi sono i vari Benassi, Erpen, Dettori, Carcione o Gambadori, ma quando scopri che i vari Panariello, Cucciniello Coppola, Padulano e Brumat, senza far torto agli altri, diventano punti di riferimento nella rosa, la soddisfazione di certe scelte comincia ad essere consistente.Con Guidi, Sabatino, Franchino, Testardi e gli altri arrivi ci siamo rinforzati senza fare follie."

 

Novità sui campi di allenamento dell’Arezzo per la prossima stagione?

 

"Nulla che non si è già detto o scritto. Il Presidente non è disposto a sostenere l’attuale costo dei campini fuori dallo stadio per la prossima stagione. Ci sono delle ipotesi, una delle quali prevede anche le strutture sportive esistenti a Castiglion Fiorentino, le quali però hanno necessità di interventi di adeguamento inevitabilie piuttosto consistenti. Altre soluzioni sono al vaglio del Vice Presidente De Martino e del Presidente Ferretti al quale spetterà l’ultima parola."

 

E lei Sindaco come coniuga il suo incarico con quello che le ha affidato l’Arezzo?
"Organizzando le mie giornate e il mio tempo, come peraltro ho sempre fatto nella mia vita. Coniugare tante cose non è facile, ma neanche impossibile, se poi hai la fortuna di far coesistere attività che ti piacciono, allora le difficoltà si superano meglio. Sono stato “educato” sin da piccolo a seguire l’Arezzo e conservo bellissimi ricordi per tante belle partite. Far parte dell organigramma dell’Arezzo di oggi è per me una gran bella soddisfazione che supera di gran lunga ogni sacrificio."


Marco Frascogna





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