Uno sguardo alla Serie A

Giro di boa per la Serie A 2014/2015: la prima giornata del girone di ritorno non stravolge gli equilibri di classifica, ma fornisce comunque molteplici motivi di interesse. Partendo dalla vetta della classifica, lo stop della Roma, bloccata sull’1-1 a Firenze dal gol del redivivo Mario Gomez, fa scivolare i giallorossi a -7 dalla Juventus, con la truppa di Garcia che pare rimasta bloccata con la testa alla bufera dello scontro diretto. Al contrario, i bianconeri proseguono la marcia in versione carrarmato con un autoritario 2-0 sul Chievo, letteralmente trascinati da uno straripante Pogba, autore di un gol strepitoso da fuori area e di una prodezza tecnica che apparecchia, sulla respinta di Bizzarri, il raddoppio di Lichsteiner. Il fenomeno francese, ad ogni magia realizzata, sembra sempre più destinato ad emigrare a peso d’oro verso campionati economicamente e tecnicamente più ricchi per la gioia del bilancio bianconero, con la speranza dei tifosi che ciò, quantomeno, comporti un’operazione “Zidane 2.0”. Scendendo verso la zona-Europa, si arrampica al terzo posto il Napoli, che nel posticipo del lunedì sera si libera del Genoa con una doppietta del decisivo Higuain; la banda-Benitez, dopo un avvio di stagione stentato, sembra aver trovato il giusto ritmo con il ritorno del suo bomber ai livelli che gli competono. Due punti più in basso, seguono appaiate Sampdoria e Lazio, forse le due sorprese più belle di questo campionato: la prima, a Marassi, sotto gli occhi dell’incredibile coppia Ferrero-Eto’o, pareggia 1-1 al termine di una bellissima partita con un’altra formazione in forma smagliante, il Palermo della premiata ditta Dybala-Vazquez; la seconda asfalta nel risultato (3-1) e nel gioco il Milan nell’anticipo del sabato sera. Impossibile, a questo punto, non aprire un capitolo a parte sulle milanesi, lontane anni luce dalle posizioni e dalle prestazioni che il loro blasone richiederebbe: detto di un Milan in evidente crisi di nervi (Mexes ne è l’esempio lampante) ma soprattutto senza un vero e proprio progetto di rilancio sportivo, l’Inter targata Mancini, che invece un progetto ce l’ha, non riesce però ancora a metterlo in pratica sul campo, nonostante gli importanti sforzi di mercato. Beffati a San Siro dal Toro al 94’, con Moretti che, beneficiario di una marcatura in stile presepe vivente, appoggia in rete da due passi il decisivo 0-1, i nerazzurri rischiano di dover già salutare il sogno Champions League, distante al momento 10 punti, con le incognite di un bilancio già sotto l’occhio attento dell’UEFA e di un progetto tecnico che rischia di dover sacrificare almeno uno dei gioielli di casa a fine stagione. In zona retrocessione, sprofonda sempre più verso la serie B un Parma allo sbando, la cui situazione societaria a dir poco fluida sta azzoppando ogni possibile speranza. Sconfitti in casa da un orgoglioso Cesena che prova ancora il miracolo (-6 dal quart’ultimo posto), con soli 9 punti in classifica e privi di un Cassano fresco di rescissione del contratto, i bianco-crociati sembrano avere il destino segnato già a metà campionato. A giocarsi la salvezza, racchiusi in 6 punti e in ordine decrescente di classifica, l’Atalanta (sconfitta in casa del Verona dal primo gol italiano del Conejo Saviola), l’Empoli (fermato 1-2 dalla positiva Udinese di Stramaccioni nell’altro posticipo del lunedì), il Cagliari che risorge contro il Sassuolo (2-1), con buona pace del già dimenticato Zeman, e il già citato Chievo. Nulla è ancora deciso, dunque, ed è proprio questo il bello del calcio: tutto, matematica permettendo, può succedere; basta una deviazione, un fischio o una giornata storta e le previsioni vanno a farsi benedire, con l’occhio e il cuore degli appassionati e dei tifosi sempre vigili su queste montagne russe di emozioni, sempre impazienti di scoprire cosa accadrà nella prossima giornata.

Alessio Franci





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