Pensieri, parole e.. l'anno che verra'

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po'... e siccome io sono aretino, dell'Arezzo ti parlerò.

Anno nuovo, vita nuova, nuove speranze; e così è anche parlando di Arezzo. Abbiamo passato calcisticamente parlando, un anno che definirlo travagliato è un eufemismo; a dir la verità il periodo nero del tifoso amaranto è durato quattro anni ma inutile ritornare troppo indietro nel tempo, mica siamo masochisti!!

Ma l'ultimo anno è stato un concentrato di emozioni, di sentimenti contrastanti, docce scozzesi a volontà, umiliazioni stile offerte speciali. Ma invece del solito finale strappalacrime, per una volta tanto i titoli di coda hanno accolto un lieto fine ed è storia attule, l'Arezzo è di nuovo tra i professionisti.

Questo è un breve riassunto, stile Bignami, di quello che è stato, ma adesso interessa il presente e, soprattutto, il futuro dell'Arezzo, per non ripetere gli errori del passato e non doversi mai più confrontare con realtà che nulla hanno e avrebbero dovuto avere interessi comuni agli amaranto.

L'Arezzo si presenta all'inizio del girone di ritorno con un tesoretto di 24 punti, nettamente superiore alle più rosee aspettative di inizio stagione; l'avvento di Eziolino Capuano sulla panchina amaranto, ha portato ad Arezzo, un nuovo modo di interpretare il ruolo di tecnico, se obbligato dalle situazioni societarie o da un volere preciso di fare calcio è ancora un dilemma anche se i risultati ottenuti, al momento hanno fatto passare in secondo piano la soluzione del quesito.

Ma adesso c'è da programmare due situazioni del futuro, un futuro prossimo in cui obiettivo primario è la permanenza in categoria, condizione assolutamente prioritaria e di sollecita attuazione; c'è da completare un organico che se pur valido necessita di qualche correttivo per coprire alcuni ruoli che risultano scoperti e soprattutto deve essere integrato a livello numerico.

E' un dato di fatto che questo è il momento cruciale della stagione, in tutte le categorie; il mercato, non ha caso è detto di riparazione e non c'è società che non ne approfitti per correggere errori fatti in fase di impostazione estiva ed è anche il momento in cui, società in difficoltà, vendono gli elementi di maggior valore per poter fare quadrare bilanci sempre più dissestati che minano la sopravvivenza di alcuni club. E anche questo è un dato che potrebbe stravolgere la classifica nei mesi seguenti.

Fortunatamente l'Arezzo appartiene al novero delle squadre che, al momento, non hanno problemi economici, grazie ad una gestione oculata da parte del Presidente Ferretti, ma la squadra di Mister Capuano appartiene anche a quel lotto di squadre che hanno la possibilità di chiudere in bellezza la prima stagione del nuovo modello di Lega Pro.

E per far questo e per evitare di non sperperare quanto seminato fino ad ora, l'Arezzo ha bisogno, assolutamente di rinforzarsi.

Le prossime sei partite degli amaranto saranno altrettanti scontri diretti, partite in cui i punti varranno davvero doppio, sei giornate, dopo le quali sarà anche possibile stilare una previsione del futuro a lungo termine.

Completare positivamente questo mini-ciclo, potrebbe mettere in discesa il cammino degli amaranto ed arrivare in primavera praticamente salvi; altrimenti, dovremo soffrire per arrivare alla meta prefissata.

Giana Erminio, Torres e Lumezzane in trasferta, Albinoleffe, Renate e Mantova costruiranno il destino degli amaranto e l'elemento tifo potrebbe essere un'arma in più; in casa la Curva Sud ha sempre dato un apporto importante e Mister Capuano non ha mai mancato di sottolinearlo. Ma è in trasferta che l'Arezzo dovrebbe avere un supporto morale superiore a quello avuto nel girone di andata; il girone Nord non brilla in quanto a presenze allo stadio ed abbiamo assistito a partite in trasferta in cui gli amaranto hanno giocato in stadi praticamente vuoti e nei quali sarebbe bastata la presenza di un tifo aretino adeguato, quello dei tempi che fu per intenderci, per giocare praticamente in casa.

Ma non è finita qui; il futuro dell'Arezzo va programmato anche a lunga scadenza, perchè a fine campionato ci ritroveremo punto e a capo, con un pugno di mosche in mano e se non vogliamo che non ci sia la programmazione fittizia degli anni passati, in cui non siamo mai riusciti a tenere giocatori e tecnici per due stagioni consecutive, dovendo praticamente ricominciare da capo, è bene pensare blindare i giocatori che potrebbero costruire l'Arezzo del domani, compreso Mister Capuano che non può non avere in mente, come obiettivo anche personale, di continuare l'avventura Arezzo. Un’avventura che lui stesso ha fortissimamente voluto e costruito.

Ma a me, personalmente piacerebbe anche vedere una società in cui il tecnico parla di moduli e di tattiche, il Direttore Sportivo parli di strategie di mercato ed il Presidente fosse più presente e meno ermetico. I meriti di Ferretti, sotto il profilo economico, sono da esempio nel mondo del calcio, ma sotto il profilo della comunicazione vorremmo che facesse un salto di qualità; sapere i suoi progetti per il domani dell'Arezzo, sapere se sono progetti ambiziosi o spartani, se l'Arezzo ha una priorità nei suoi pensieri, sarebbe importante per i tifosi, fermo restando che, nessuno pretende la luna, specialmente in tempi in cui gestire una società di calcio, a livello economico, a meno che non sia un club di serie A è impresa dedicata solo a chi ha passione per il calcio e per la società che si presiede.

 

 

Riccardo Bonelli





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