Se mi guardo indietro...

SE MI GUARDO INDIETRO e cerco di ripercorrere questo 2014 la mia mente mi obbliga a fare un salto di dieci anni, perchè, mi dice "non puoi pensare a questo anno del tuo Arezzo se non trovi una base solida su cui commentare le vicende attuali"

SE MI GUARDO INDIETRO vedo quattro o cinque torpedoni in coda al casello autostradale di Arezzo; meta incerta, speranze di un buon viaggio poche, ma sai mai che..... alla guida del primo autobus, quello dei giocatori e del Presidente Mancini, seduto in prima fila c'è Mario Somma, autista di buona esperienza, ma che per la prima volta guidava quel tipo di pulman.

Pranzo al sacco, naturalmente, soldi pochi e quei pochi per il gasolio necessario per poter continuare il viaggio. L'autista sembra conoscere strade mai percorse fino allora, non sbaglia mai strada, anzi, di casello in casello cresce l'ammirazione per quell'uomo che sta portando in giro per l'Italia l'Arezzo e i suoi tifosi; ti guardi indietro e vedi che la fila di pullman è diventata un serpentone, ad ogni fermata viene piantata una bandiera amaranto, l'autostrada è quella del Sole, in tutti i sensi ed il fantastico viaggio si conclude con il ritorno ad Arezzo.

Quei pochi pulman che erano partiti per una meta incerta con pochi soldi e poche speranze, adesso non riesci a vedere la fine di quello che sembra un fiume in piena e che attraversa, trionfale, il centro della città.

Agenzie viaggio in tilt, tutti vogliono prenotare il biglietto per il viaggio successivo, Fabbri, Moretti, Minelli, Sita, cominciano a tirare a lucido gli autobus per preparare la nuova avventura, un viaggio di lusso, c'è pure il pulmino organizzato dall'Amministrazione Comunale, adesso ci sono i soldi per il gasolio, si mangia al ristorante...finalmente.

Ma la mattina della partenza, la prima sorpresa, l'autista del bellissimo viaggio precedente non c'è più, ne sale un altro, ed è un segnale premonitore, anche se l'entusiasmo è tale che, dopo i primi chilometri, pensi solo a continuare il viaggio e ad arrivare alla meta prefissata.

La fila di autobus è sempre lunghissima, i conducenti che si alternano alla guida per volere del Presidente Mancini, conoscono la strada e i viaggi si concludono sempre con un ritorno a casa sereno e la voglia di raccontare a casa i momenti migliori della gita.

Un giorno, purtroppo, la partenza per il viaggio successivo venne ritardata di nove giorni perchè una presunta irregolarità sul libretto di circolazione di un pullman, venne rilevata dall'Agente Palazzi della Polstrada.

Un atto di pignoleria, e di protagonismo, perchè, in seguito, si saprà che in efetti il libretto era perfettamente regolare, ma l'unica concessione che fu fatta in quel periodo fu qella di far partire il viaggio dopo sei giorni.

E si sa, qundo si parte in ritardo e si cerca di recuperare il tempo perduto, i rischi sono dietro l'angolo; gli autobus viaggiano  a velocità sostenuta, sbandano, rallentano, si fermano. La meta sembra allontanarsi, i motori, se pur a pieno regime faticano a tenere il passo.

Ma l'autista di turno, Antonio Conte, decide il tutto per tutto, toglie il limitatore e comincia a spingere sull'acceleratore e così fanno gli altri autobus e la rincorsa è esaltante; il casello di Arezzo, per l'ennesima entrata trionfale in città è visibile ad occhio nudo, ma a poche centinaia di metri un autobus targato JUVE-SPEZIA 2 3 sbanda paurosamente, si intraversa sulla carreggiata costringendo i mezzi amaranto ad una brusca frenata e ad un tamponamento a catena.

Da quel momento, se pur rimessi in sesto dai carrozzieri, i pullman dell'Arezzo non riuciranno a ripartire e viaggiare in sicurezza, i danni subìti erano tanti e tali da consigliare prudenza e molte persone decisero di smetterla di viaggiare, dopo lo spavento e restare a casa.

L'ultimo viaggio dei pochi pulman sgangherati rimasti si conclude nel  2010 al casello di Cremona, a malapena si riesce a tornare a casa, ma solo per vedere rottamare i mezzi e vedere la sarcinesca dell'Arezzo abbassarsi in segno di resa....

SE MI GUARDO INDIETRO.... vedo la saracinesca rialzarsi, vedo uscirne un paio di pulmini, salgono i tifosi, pochi, quelli che viaggerebbero con l'Arezzo anche per andare a Rigutino, nell'altro salgono un gruppo di ragazzotti spauriti con il borsone da calcio...e poi il nulla...manca l'autista, manca una mèta, manca il gasolio. Qualcuno ogni tanto arriva, si presenta come guidatore esperto, si mette al volante ma nemmeno riesce a mettere in moto, scende e se ne va.

Quando ormai scende la sera e si sta decidendo, mestamente, di scendere, perchè ormai il viaggio della speranza è saltato, si presenta, timidamente, un signore minuto, distinto, con una tanica di gasolio in mano, troppo grossa per lui.

Qualcuno scende, gli da' una mano a riempire i serbatoi, poi lui, che di nome fa Masetti, si mette al volante, mette in moto e parte; la strada non la sa e va piano anche per consumare poco carburante, lui sa che percorreranno la strada fino a che durerà il gasolio poi dovranno, necessariamente, fermarsi.

Giunti al casello di Roma, l'autobus comincia a stolzare, sbuffare, balbettare e alla fine si ferma, proprio davanti all'Autofficina Severini. Il proprietario, si offre di rimettere in sesto i mezzi, di rifornirli di gasolio e di riportare tutti ad Arezzo, in cambio della società; il distinto Signor Massetti accetta e tutti possiamo far rientro in città, con la fiammella della speranza inaspettatamente riaccesa.

La fiammella è piccola ed il viaggio degli ultimi quattro anni di quei due pulmini, uno dei giocatori, uno dei tifosi, non è più l'Autostrada del Sole, ma un lungo, interminabile tunnel, poco illuminato, pieno di buche, fosse nemmeno l'E45...un viaggio lunghissimo, anonimo, noioso, senza sussulti (a parte le buche) intervallato solo da una fermata all'Autolavaggio Ferretti nei pressi di Roma. Uno dei pochi lussi che la dirigenza concede a giocatori e tifosi; una piccola ripulita.

Il Presidente Severini scende a sgranchirsi le gambe dopo tanto immobilismo e si aggira nei pressi di un pollaio; sale un signore,distinto, con una scopa in mano e comincia a spazzare i corridoi dei pullman, a pulire i vetri e si mette a rivestire i seggiolini ormai consumati e dare una spruzzatina di vernice alle fiancate, poi scende e presenta il conto a Severini che si fruga in tasca a fatica, avendo due galline sottobraccio, dice a Ferretti di non avere contanti e di prendersi tutto l'ambaradam.....

Ferretti accetta, sale sull'autobus e riparte portandosi con se' tifosi ormai sfiniti, giocatori terrorizzati al pensiero di tornare al Comunale ed un allenatore che continuava a gridare nel pieno della notte...ESSUUUUU ESSSUUUU turbando il sonno ti tutti.

E mentre guidava, Ferretti cercava di vivacizzare il viaggio, raccontando ai passeggeri alcune storielle, Alice nel Paese delle Meraviglie, Pinocchio...... etc etc...

Sembrava un viaggio senza fine, senza un fine, anzi, sembrava proprio la fine, quando nel buio della galleria si vedeva in lontananza un cartellone luminoso..... sembrava l'ennesimo rallentamento, forse la fine del viaggio, magari la galleria era murata; invece, avvicinandosi sempre più al cartello, piano piano si riusciva a leggere quanto scritto a CARATTERI CUBBITALI...... il tabellone recitava cosi' "  LA LEGA HA DECISO CHE SARA' L'AREZZO LA SQUADRA RIPESCATA NEL CAMPIONATO PROFESSIONISTICO DI LEGA PRO UNICA DA QUEST'ANNO, CHE VA AD OCCUPARE IN ORGANICO IL 60' POSTO LASCIATO VUOTO DAL VICENZA "

E subito dopo, un raggio illumina l'interno della galleria, un raggio accecante e, finalmente, la fine del tunnel!!!

Tanto entusiasmo, Fabbri, Moretti, Sita, Minelli tornano a fornire autobus, si riparte, rimontiamo..rimonto sull'autobus e vedo un omino piccolo che si fa largo tra la folla, ben vestito, occhiali a specchio, sale le scale e si mette al posto di guida; se non fosse che ne ho viste di tutti i colori in cinquantanni di viaggi con l'Arezzo, vorrei scendere, conoscevo Capuano come un autista pazzo, che chissà se aveva la patente,... ma mi metto la cintura, faccio il segno della Croce e mi tengo forte.

Invece Capuano mette in moto il bus e parte deciso, forse corre un po troppo, prende le curve allegramente, frena di scatto e riparte in quarta ma....sembra conoscere la strada!!!! E mentre guida parla di moduli, di tattica, di fase offendente, di braccini di destra e di sinistra, sembra illimitatamente esperto nella guida, specie in condizioni precarie, siano essi mezzi di fortuna o pullman di lusso superaccessoriati e tutti lo seguono, tutti rivedono in lui la luce abbagliante apparsa di colpo in fondo al tunnel.......... E LA STORIA CONTINUA.......FORTUNATAMENTE......

Questo è quanto, spero che molti di voi si riconoscano nei viaggiatori di quegli autobus, quelli che sembravano viaggiatori in cerca di avventure, erano in effetti in cerca di avventure, perchè la storia amaranto, tutta, è stata una lunga  avventura....UNA MERAVIGLIOSA AVVENTURA!!!

BUON ANNO A TUTTI,  A CHI AMA L'AREZZO E  A CHI GLI VUOLE BENE.

BUON ANNO MISTER CAPUANO, PRESIDENTE FERRETTI, BUON ANNO A TUTTO LO STAFF DELL'AREZZO

 

Riccardo Bonelli





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